LINATE RITORNO AL…….. BERSANI

Dopo la bocciatura del decreto Lupi quali scenari si aprono?

Era stato detto subito; e come era stato detto puntualmente si è avverato, la UE ha rigettato il decreto 395/14 a firma dell’allora Ministro dei Trasporti Lupi sulle nuove norme di accesso all’aeroporto di Linate, in quanto non concordato con le parti interessate (compagnie straniere ndr). La decisione che è stata comunicata il 17 di dicembre al Governo Italiano impone ora di prendere delle decisioni in merito al da farsi.

Infatti caduto il decreto Lupi/permettiadethiaddicomprarealitalia, con cui venivano liberalizzate le rotte europee da Linate (prima concesse solo verso le capitali o gli hub con più di 40mln di pass anno) le alternative sono solo due o riscrivere un nuovo decreto ulteriormente liberale nei confronti dell’accesso all’aeroporto dell’idroscalo, con conseguente permesso ad operare oltre i 18 movimenti ora e verso ulteriori destinazioni anche extra UE come richiederebbero le compagnie straniere, oppure tornare alla regolamentazione precedente ovvero ai decreti Bersani 1 e 2 in vigore ormai da anni e che non necessiterebbero di un ulteriore passaggio sotto la mannaia della UE.

Inutile dire che una riscrittura del decreto da parte dell’attuale Ministro dei Trasporti Delrio probabilmente vorrebbe dire imolare definitivamente  Malpensa, agnello sacrificale, sull’altare  degli interessi privati del gruppo Ethiad/Alitalia che dopo aver gia fatto spostare le rotte della sua controllata Air Berlin a Linate in virtù del decreto Lupi vedrebbe di buon occhio la possibilità di volare dal Forlanini in chiave aspiratoria verso il suo HUB di AbuDabi.  In realtà poter aspirare in maniera maggiore da Linate  è anche il  sogno segreto delle altre compagnie europee che  già hanno in Milano la gallina dalle uova d’oro, visto che a causa dell’inettitudine italiana a giocare di squadra e a fare gli interessi nazionali, ormai aeronauticamnte parlando siamo solo terra di conquista.

Per Malpensa,   visto che di chiudere al traffico civile il Forlanini non se ne parla proprio, la soluzione ideale sarebbe un Decreto su Linate molto limitativo e che  non porti a differenze o privilegi per le varie compagnie ( abbassamento dei movimenti orari, limitazioni al numero di posti max consentiti per aeromobile, e un equa ridistribuzione degli slot), in modo tale da costringere gli operatori a focalizzarsi sull’aeroporto principale della città e non su quello commodoso. Essendo questa soluzione alquanto improbabile allora il male peggiore alla stesura di un nuovo decreto con più liberalità è il ritorno al passato ovvero ai decreti Bersani, che permetterebbero allo scalo maggiore di riacquistare quei 500000 passeggeri circa che sono stati dati in regalo a Linate semplicemente come merce di scambio per concludere l’accordo Ethiad/Alitalia.

Probabilmente da un ritorno al Bersani oltre che Malpensa ne trarrebbe vantaggio anche la stessa Alitalia che in realtà avrebbe bisogno DELLA CHIUSURA DI LINATE E DEL TRASFERIMENTO A MALPENSA  per tornare a guadagnare, ma questo è un discorso che tratteremo approfonditamente in un altro Articolo.

Per ora Augurandoci che le decisioni del Governo una volta tanto siano fatte per favorire il Sistema Italia e non i soliti noti  comunichiamo che alle 13 di domani 11 gennaio 2016 è prevista presso le Commissioni trasporti e partecipate del Comune di Milano, l’audizione del Presidente di SEA S.p.A. Piero Modiano sul PIANO SEA

 

W.M.

2 thoughts on “LINATE RITORNO AL…….. BERSANI”

  1. La #cartadimalpensa è più che mai importante ora, essenziale direi. Bisogna superare antiche divisioni e faziosisimi e unirsi tutti per evitare che l’ennesimo favore fatto ad Alihad diventi un colpo mortale per Malpensa. Cerchiamo di generare la pressione politica, siamo sotto elezioni! Ciò può essere sia uno svantaggio che un vantaggio!
    Avanti!Avanti! Avanti!

    1. Invito anche a continuare la discussione sull’apposito thread da me creato sul nuovo forum

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