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L’Hub Naturale

Editoriale di C.B.

Esattamente 10 anni fa’ Alitalia lasciava Malpensa al grido “Milano è la colpa del nostro fallimento… torniamo a Roma, che è l’Hub naturale d’Italia…”

A distanza di due lustri lo spietato volano dell’Economia Planetaria ha dimostrato come tale sogno Romano altro non fosse che una chimera.

In un’Italia da 10 anni in crisi, spaccata in due fra una valle del Po europea e una Penisola ancorata a valori del secolo scorso; un Paese che sta’ recedendo nelle classifiche mondiali ed il cui PIL pro-capite è stato superato persino da quello irlandese; il divario fra l’Hub economico-finanziario di Milano con i suoi avveniristici grattacieli ed il resto della Nazione si fa’ sempre più marcato…

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una continua migrazione di servizi e infrastrutture da Roma, nel disperato anelito da parte delle aziende di sottrarsi ai soffocanti ritmi flemmatici della Capitale…

In questa migrazione sono ora coinvolte anche le grandi aziende statali.

In questo quadro, la visione di Cempella di 25 anni fa’, quella di una “Francoforte Lombarda” che alimentasse l’aviazione civile italiana, i commerci italiani, era quella corretta…

Alitalia si è opposta alla storia e all’economia, in base a motivazioni e considerazioni di altri tempi, ed è morta… ne i francesi, ne gli emiratini sono stati capaci di pompare nuova vita nell’animale morente… l’unica via di salvezza era la migrazione a nord che era bloccata da potentissimi interessi localistici…

Alla fine, tutto si risolverà in un tragico “spezzatino”, nell’esatto momento in cui il Governo spegnerà il respiratore finanziario che tiene vivo il vettore in coma… ma sarà lo “spezzatino” di un animale già morto da dieci anni e ormai in decomposizione…

E’ ormai chiaro che Malpensa, con i problemi di Alitalia nulla ha a che vedere; la compagnia aerea è afflitta dallo stesso problema che hanno praticamente tutte le aziende che operano nell’area romana… sono scarsamente competitive, poco europee… locali e non mondiali…

La lezione che il Nord ha imparato (ma d’altro canto, se nella city di Londra c’è una Lombard Street ci sarà un motivo…) è che il Mondo non si piega ai tuoi interessi, sei tu che devi piegarti agli interessi del Mondo…

Malpensa è al centro di una delle aree economicamente più sviluppate del pianeta, la più popolata del paese… al centro dei traffici da/per il Sud Europa…

Il suo destino di Hub, nella visione Cempelliana, è inevitabile.

E così, dopo 10 anni, una nuova compagnia di bandiera italiana riparte… da Malpensa…

Malpensa, che da sola, senza Hub Carrier, era già arrivata ad avere i livelli di traffico pre “de-Hub Alitalia”…

Le forze economiche in gioco sono tali che il destino si è compiuto… ed il divario fra Nord e Sud diventerà sempre più marcato… purtroppo…

Il mercato ha dimostrato quale è l’”Hub Naturale d’Italia”. Per la prima volta nella storia mondiale c’è stato un “re-Hubbing” dopo un “de-Hubbing”…. senza dimenticarci i due tentativi precedenti di Re-Hubbing (AirOne e LHI) abortiti perché i tempi non erano ancora maturi… che smacco per una certa corrente di pensiero…

L’unica, vera, domanda è: “Perchè abbiamo perso 10 anni e Alitalia per nulla?” Perchè abbiamo dilapidato per nulla ingenti fondi presi dalle tasche dei tartassati contribuenti italiani?

Se Alitalia non fosse tornata a morire sui litorali ostiensi, tutti staremmo meglio, inclusa Roma… è stato un atto di puro egoismo e masochismo…

Perchè a Malpensa, pochi se ne ricordano, Cempella era riuscito a riportare l’ex-compagnia di bandiera al profitto…

Tutto il resto sono “fuffa e vapore”…

Ma contro il mercato globale non si può vincere e con il turismo non si alimenta un Hub.

Il resto è storia.

L’Italia, da oggi, è finalmente tornata ad avere il suo Hub.

E noi, finalmente, dopo tanti “aborti” nel corso degli ultimi anni, possiamo proclamare “Habemus Hub”.

Benvenuta #Airitaly, benvenuta Oneworld! 

Segno dei tempi

Editoriale di I-SIBI

Oggi mi tocca tornare su un tema caldo già affrontato in passato, il modo in cui alcune compagnie major gestiscono le prenotazioni in Economy.

C’è una tendenza, sempre più marcata, a vendere biglietti a prezzi sempre più stracciati ma togliendo ad essi ogni forma di flessibilità.

L’ultimo esempio lo ho avuto di recente con Emirates, una compagnia dai servizi di bordo ottimi ma  che mi vedrò costretto a non usare più nonostante ne sia Frequent Flyer ad anni.

Ancora una volta, come era stato nel caso di LANTAM, il problema è la scarsa flessibilità delle tariffe unita ad un servizio clienti che lascia alquanto a desiderare (non tanto in aeroporto, quanto a livello di call center).

Ma veniamo ai fatti: un paio di mesi fa’ acquisto ON-LINE un biglietto del vettore emiratino per BKK; come spesso mi capita, per ragioni di lavoro, mi ritrovo costretto a modificare le date del biglietto emesso… ovviamente sono pronto a pagare un cospicuo conguaglio per la mia richiesta, come mi è successo di fare recentemente con American Airlines, ma mi viene detto che alle tariffe più basse non è possibile cambiare nulla… situazione simile a quella di LANTAM due anni fa…

Io dico che sono disposto a pagare qualunque differenza di prezzo mi chiedano, ovviamente il biglietto non era rimborsabile e ne ero ben conscio, anche più del costo del biglietto originario… chiedevo solo di non vedermi costretto forzatamente a “buttare via” l’investimento iniziale…

Voi mi direte che si tratta di una cosa solo “psicologica”, può essere… rimane però il fatto che se è colpa mia non poter partire, mi sembra doveroso aspettarsi che volendo io pagare pegno mi si offra una via d’uscita…

Sentirsi dire dalla voce al centralino “non possiamo fare nulla, il biglietto non si può rimborsare o modificare. Lo cancello?”… mi mette di pessimo umore avendo volato spesso con loro incluso quest’anno… soprattutto dopo che le ho chiesto “quindi, che lo cancelli o non mi presenti non cambia nulla?” ed essermi sentito rispondere “si”.

L’insistenza della mia interlocutrice a voler cancellare il mio biglietto mi ha trasmesso l’idea della volontà di liberare un posto per poterlo rivendere… 

Ovviamente ho riattaccato ma non prima di averle detto (sperando che la chiamata fosse registrata) “Buon Pomeriggio, oggi avete perso un cliente…”

Sanno benissimo chi sono, visto che mi hanno identificato all’atto della chiamata in base al mio numero di cellulare e alla mia tessera di FF…

Tutto ciò è fantozziano…  hai on-line un cliente che nel corso degli anni ha volato molte volte con voi, preferendovi ai vostri concorrenti, e gli negate la possibilità di un’upgrade/change a pagamento?

Sicuramente, tutto ciò è elencato nelle condizioni di vendita del biglietto; ciò non toglie che da Emirates uno si aspetterebbe un servizio analogo a quello di Cathay Pacific o di American Airlines (giusto per citarne due…); perchè una mancanza di flessibilità simile è più consona ad una Low Cost che a uno dei migliori vettori al mondo…

Purtroppo, probabilmente, dovrò fare a meno dell’ottimo servizio di volo di Emirates da ora in poi… ripeto, certe cose te le aspetti da Ryanair non da EK…

Perdere i soldi di un biglietto pre-pagato senza possibilità di “re-booking at an additional fee” non è qualcosa che sia conciliabile con chiunque non sia il “saccopelista della domenica”.

Le compagnie Legacy dovrebbero iniziare a riflettere su questo… se non vogliono ritrovarsi gli aerei pieni (solo) di vacanzieri e di utenti Low Cost…

I Frequent Flyers pretendono, anche alle tariffe più basse, un minimo di flessibilità; in assenza di essa, volano con chi gliela offre…

D’altro canto, il “gioco al ribasso” lo hanno iniziato i carriers e siccome alcuni di essi offrono la flessibilità; sarà questa a determinare dove andranno coloro che volano spesso, e conseguentemente rappresentano (se fidelizzati) una fonte di reddito costante…

Stasera da Malpensa, decollerà un volo alla volta di Dubai su cui io ho un posto pagato e volutamente non disdetto… ma io non sarò a bordo… 

Au Revoirs Emirates… i miei prossimi voli per Bangkok, per New York e per l’Australia li ho già prenotati con altri… che, a tariffe simili, offrono la possibilità di cambiare le date ad un costo addizionale…

Malpensa chiude il 2017 superando il tetto dei 22mln di pax

Il risultato era nell’aria già a novembre quando venne premiato il passeggero 20.000.000 ma adesso è ufficiale non solo è stato superato lo psicologico tetto dei 20mln ma grazie ad un ottimo dicembre in linea con il resto del tread annuale anche quota 22 mln è stata superata.

Certo un risultato che non deve far gridare al miracolo, per un aeroporto nato gia strutturato per 30 mln di pax e che ha gia visto risultati migliori proprio 10 anni fa.  Certo questi 22 mln dovrebbero essere la norma, ma le perenni vicissitudini aeronautiche del nostro paese, i dictat governativi, l’ottusita della classe politica, i meri interessi di partito, e il fatto che fosse utilizzata come capro espiatorio di ogni male (strano che nessuno abbia ipotizzato che lo scoglio che ha fatto da apriscatole al Giglio fosse in realtà arrivato a Cargo city e da li portato nella notte sui fondali dell’isola toscana).

Tuttavia nell’anno in cui la politica si è meno interessata del sistema aeroportuale milanese, e la dinamica degli eventi è stata piu naturale assistiamo a una crescita di oltre il 14 %, un ottimo risultato che non va visto solo nell’ottica dell arrivo delle nuove connessioni low fare determinate dallo sbarco in brughiera di Ryanair che incidono per 1/5 del risultato,  ma anche all ottimo lavoro delle ultime gestioni Sea che hanno voluto  ultimare  l’aerostazione e poi con un intenso anche se invisibile lavoro in background portare nuove connessioni.

Ora l’importante e non ricadere negli errori del passato, i numeri ci dicono che le potenzialità ci sono e considerndo che il traffico attualmente è esclusivamnte pont to point, l’arrivo di nuovi voli in connessione come quelli proposti da Meridiana per il suo rilancio nel  fanno ben sperare per il 2018  non che Mxp riacquisti il suo ruolo di Hub come sognato da Cempella negli ultimi anni positivi di Alitalia, ma che almeno diventi un mini hub destinato a crescere.

 

W.M

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UN’OTTIMA ANNATA

Editoriale di I-SIBI

Quanta differenza possono fare 2 mesi e mezzo?

A Ottobre ’17 ci ritrovavamo a commentare con sconforto l’immobilismo dei carriers legacy su Malpensa, la mancanza di collegamenti verso l’Emisfero Occidentale, il declino delle Low Costs… ci trovavamo a vedere nel futuro di Alitalia (vettore romano e nemesi di Malpensa) la chiave di volta per un ulteriore sviluppo del nostro scalo… in un eterno balletto con Roma da cui nessuno sembrava riuscire a liberarci…

Ebbene… quei discorsi ora non sono più validi, per la prima volta dal 2008 il baricentro della crescita si è decisamente spostato verso lo scalo che Domenico Cempella aveva identificato come unico possibile Hub d’Italia.

Ma cosa è successo?

Alla fine i “vapori” (così tipici del modus operandi italico dove la chiacchiera e l’apparenza sopravanzano competenza e concretezza) si sono dissipati e Malpensa ha mostrato la sua vera natura zittendo tutti. I dati ci parlano di un totale di passeggeri che nel 2017 raggiunge i 22 milioni.

Un dato che promette, nel 2018, lo sfondamento del tetto dei 24 milioni, record assoluto dell’Hub Alitalia quando era a Milano…

In sostanza, lo scalo della Brughiera, in regime di ptp secco e con un po’ di “hubbing fai da te”, ha riassorbito in soli 9 anni l’effetto dell’abbandono di Alitalia…

Un risultato mostruoso, considerando tutto quello che è successo in questi 9 anni… il collasso di AirOne, il flop di Lufthansa Italia, l’ostracismo romano, l’indifferenza della politica lombarda, la crisi mondiale, il declino dell’italia, la concorrenza di Orio e Linate…

I vettori hanno preso atto del trend di MXP e, nel giro di pochi giorni abbiamo avuto gli annunci di tutte quelle aperture e quei potenziamenti che avevamo atteso per anni.

I binomio Meridiana/Qatar Air ha palesato le sue mire a diventare “Hub Carrier” di Malpensa e l’”Hub Strisciante” di Oneworld che da anni faceva transiti sullo scalo Milanese sta’ diventando molto, molto reale…

Così, nel giro di pochi giorni, sono comparsi il 6.o volo per NYC, il secondo per Miami, Il secondo per Sao Paulo, la LAX, nuove frequenze per la Cina, i potenziamenti estivi per Atlanta, macchine più nuove e capienti su quasi tutte le rotte IC, la Mosca di Meridiana… i voli di feederaggio di Meridiana… i nuovi voli di U2… i 4 voli di Alitalia per FCO, che non si capisce se siano “aspiratori” o “feeders” per i due ic che hanno ancora a Malpensa (o entrambe le cose)…

Non mi meraviglierei di veder comparire qualche altro IC di Alitalia dalle nostre parti…

Quello che è certo è che il continuo declino di Linate e la continua crescita di Malpensa hanno profondamente cambiato gli equilibri, anche del vettore romano… che ora si trova, volente o nolente, a dover attuale un ritorno nella Brughiera che, per quanto possa essere modesto, è estremamente significativo…

Ormai delle Mayors l’unica che sembra essere rimasta arroccata a Linate è BA, che essendo OW e avendo CS sugli IC da MXP, potrebbe essere costretta a rivedere a breve le sue politiche… anche in ottica BREXIT che dal marzo 2019 renderà LHR molto meno interessante come Hub di transito per i passeggeri…

Da sole tutte queste nuove aperture/incrementi ci dicono già che nel 2018 arriveremo ben oltre i 24 milioni di PAX, avvicinandoci a quei 30 milioni per cui il T1 è stato costruito e concepito…

E tutto questo senza un vero Hub…

Per tutti questi anni siamo stati, come supporters di Malpensa e del suo ruolo centrale, osservatori del caos… dopo l’abbandono di Lufthansa Italia e di STAR Alliance, che ancora ci solleva dubbi interiori a cui non sappiamo dare risposte che non degenerino nella mitologia… abbiamo ritenuto opportuno allontanarci dalle frange più estreme del movimento “Pro Malpensa”…

I dati di oggi ci danno ragione… la rinascita dello scalo non è passata da fantomatici hub carriers o da complotti di vario genere… è passata da una gestione oculata dei punti di forza di Malpensa: vasto bacino di utenza pregiata e cargo…

E di questo successo dobbiamo dire grazie non solo alla SEA di Bonomi, ma anche a quella più “pacata” di Modiano; che ha saputo portare avanti quegli investimenti che hanno poi consentito la crescita…

Malpensa ha innestato il “moltiplicatore” da sola, forte del suo bacino di utenza e del suo bacino economico…

Se c’è una cosa che i vettori Asiatici e Nord Americani ci hanno insegnato, è che vengono a Milano a prendersi i passeggeri di Milano, perché l’operazione rende.

Gli IC di Milano si reggono sui passeggeri del bacino di utenza di riferimento e non su torme di turisti stranieri… ed in più c’è il valore aggiunto del Cargo…

Questo è il  reale valore aggiunto di Malpensa… e Domenico Cempella lo aveva già capito negli anni ’90…

La storia di Malpensa è la prova che puoi opporti quanto vuoi alle dinamiche del mercato, ma alla fine Alitalia è sempre con l’acqua alla gola e FCO riempie di turisti low cost… e Malpensa cresce indipendentemente da Alitalia e Fiumicino…

Come scrivemmo tempo addietro, Alitalia sarà costretta a tornare a Malpensa (indipendentemente da chi la comprerà) e Malpensa sarà Hub (probabilmente non di Alitalia)…

Io non so’ che forma prenderà l’Hub Meridiana/Qatar/OW… ma il vento è cambiato…

Anche il bilaterale con l’Argentina, che in passato aveva bloccato LHI e EK è stato ridiscusso… e sui forums americani si discute di un nuovo fantomatico volo verso l’America di EK per sfruttare le 4 frequenze libere in V.a libertà che già possiedono…

A proposito di questo nuovo volo di EK, va detto che io ci credo poco, vista la “tranvata” che il vettore emiratino si è appena preso sulla DXB-ATH-EWR… neanche loro sono capaci di inventarseli i pax se non ci sono…

Le uniche due destinazioni sugli USA che potrebbero reggere da MXP senza un feederaggio strutturato sono LAX e BOS, non daily… con LAX che ora è coperta da Norwegian… go figures…

ORD, non è praticabile, non ha i numeri… se ne era già accorto Toto ai tempi del tentativo di AP del 2008… quelli che vaneggiano di MXP-ORD con A380 dovrebbero riflettere sul fatto che QR detiene da anni i diritti delle tratta ma opera un volo cargo… go figures…

In sostanza, sono abbastanza convinto che qualcosa verrà ancora aperto sulla California (magari Norwegian su SFO o OKL)… e che EK, secondo le mie fonti, potrebbe tentare una BOS 4xw… ma siamo nel campo delle sibille cumane…  della serie, forse se giochiamo ad una “roulette di Las Vegas” la imbrocchiamo… probabile che sia il solito “rumor ricorrente” e nulla più…

Il problema che si delinea da qui in poi è ben chiaro: lo scalo, abbattuta la barriera psicologica dei 22 milioni, è probabilmente in grado di crescere per pura “entropia” fino ai 30 milioni… il che, di per se, sarebbe un risultato incredibile; unico fra gli scali “de-hubbati” a riuscire a risorgere dalle sue ceneri come la fenice… ma per crescere oltre quella soglia, dovrà assumere la sua “configurazione naturale di Hub” per cui è nato…

E per questo dobbiamo augurare a Meridiana/OW tutta la fortuna del mondo… perchè se riescono nel loro intento, il limite diventa veramente il cielo…

Nel frattempo, ci godiamo questo stupendo inizio di ’18; consci che abbiamo avuto sempre ragione…

Se solo a Fiumicino capissero che Malpensa non è il nemico… a dire il vero, non è nemmeno un competitor… possono tenersi tutti i turisti che riescono… per noi non cambia nulla…

Mercati differenti…

Buon 2018 a tutti da Malpensa Info.

PRESENTAZIONE BOING 789 NEOS – Malpensa 18-12-2017 E VIDEO MAKING OF

Il giorno 18-12-2017 Neos , compagnia aerea controllata da Alpitur ha presentato sull’apron di Malpensa il suo primo 787-900  appena uscito dagli stabilimenti Boeing,

di seguito un report dell’evento corredato dalle cartelle stampa rilasciate da NEOS

Cominciamo con il video Ufficiale del Making Of

FOTO UFFICIALI NEOS (Click to enlarge)

 

IMMAGINI MALPENSA-INFO (Click to Enlarge)

One of Crew Rest Rooms

 

Cockpit

COMUNICATO STAMPA NEOS

Neos: è arrivato il primo 787 Dreamliner! 

Il clima è effervescente, non solo per le festività natalizie alle porte, ma perché il primo 787 Dreamliner di Neos è in pista a Malpensa pronto per iniziare i suoi viaggi intorno al mondo. È un momento tanto atteso dalla compagnia aerea del Gruppo Alpitour che 3 anni fa annunciò di aver ordinato 3 Boeing 787 Dreamliner, gli aeromobili tecnologicamente più avanzati al mondo, un concentrato di innovazione, efficienza e comfort per i passeggeri a bordo che non ha eguali nel mondo dell’aviazione civile.

Negli ultimi sei mesi è iniziato il conto alla rovescia, scandito anche da una crescente curiosità del mercato, per questo arrivo: oggi il 787 Dreamliner è in pista, fiammante nella sua nuova livrea azzurra. L’aeromobile è pronto ad avviare le sue operazioni il 21 dicembre con un volo verso Guadalupa.

Ma l’euforia per la novità è ulteriormente accresciuta dal fatto che Neos è la prima compagnia aerea italiana ad avere nella sua flotta un 787 Dreamliner e questo è un primato di cui la compagnia va molto fiera, anche in ragione del fatto che questi aeromobili hanno un “cuore” italiano, frutto dell’eccellenza industriale dello stabilimento Leonardo di Grottaglie in cui vengono realizzate due parti della fusoliera. Per questo motivo la decisione di battezzare come “Spirit of Italy” questo fantastico aeroplano.

Oggi scriviamo una delle pagine più belle della storia della compagnia aerea – afferma Carlo Stradiotti, Amministratore Delegato di Neos e Direttore Generale del Gruppo Alpitour -. La nostra compagnia è cresciuta anno dopo anno e l’investimento che abbiamo realizzato per i 3 Boeing 787 Dreamliner è stato possibile grazie alla forza e alla solidità di un’azienda sana e profittevole come Alpitour, il primo gruppo turistico italiano. Un gruppo che ha saputo adattare profondamente la sua offerta ad un mercato molto diverso da quello che era solo cinque anni fa e che è stato capace di attrarre i capitali necessari per una crescita sia dimensionale che qualitativa e di cui il delivery di “Spirit of Italy” è un passo molto importante. Con questi nuovi aerei allargheremo il portafoglio delle nostre destinazioni grazie ad un range superiore, ed in questa direzione va, per esempio, la scelta di iniziare i voli verso il Vietnam, offrendo ai nostri clienti la miglior esperienza di volo quanto a intrattenimento e benessere a bordo”. 

“Questa consegna rappresenta un traguardo fondamentale per Boeing e per Neos, che diventa oggi la prima compagnia aerea italiana a operare il 787 Dreamliner”, ha dichiarato Antonio De Palmas, Presidente di Boeing Italia e Managing Director per il Sud Europa. “Neos, grazie all’ingresso del 787 nella sua flotta, sarà in grado di offrire ai suoi passeggeri un’esperienza di viaggio eccezionale e ci auguriamo che prosegua ancora meglio, con la consegna degli altri esemplari ordinati, nel 2018. L’ingresso del nostro 787 nella flotta Neos, con la sua tecnologia all’avanguardia, ha un valore aggiunto importante: la nostra forte partnership con Leonardo, sempre più stabile e positiva. Boeing lavora con Leonardo a un programma che rappresenta il presente e il futuro del mercato degli aerei passeggeri, realizzando un velivolo dall’“anima italiana” il cui 14% della struttura è realizzato appunto in Italia, negli stabilimenti di Grottaglie”. 

“Dopo un anno da incorniciare, vissuto all’insegna di una straordinaria crescita del traffico, chiudiamo questo periodo con grande soddisfazione grazie all’arrivo a Malpensa del B787 operato da Neos che porta nuove prospettive di crescita e di arricchimento del già ampio portafoglio di rotte – dichiara Andrea Tucci, Direttore Aviation Business Development SEA. Un investimento di questo livello, fatto da un vettore italiano all’aeroporto di Milano Malpensa, significa molto per noi. Abbiamo lavorato intensamente per migliorare lo scalo in termini di qualità dell’infrastruttura e l’arrivo di questo nuovo aeromobile è un importante riconoscimento che ci sprona a continuare a erogare servizi al meglio per tutti quei vettori che hanno scelto Milano Malpensa. Se da una parte ci sentiamo premiati dalla scelta di Neos e Alpitour di investire su Malpensa, dall’altra siamo sempre più stimolati a offrire un servizio di alta qualità ai passeggeri che voleranno a bordo di questi gioielli della tecnica e del comfort.” 

Milano, 18 dicembre 2017

COMUNICATO BOEING ITALIA

FACT SHEET

Boeing 787-9 Dreamliner

Breve descrizione: Il Boeing 787-9 Dreamliner è il secondo membro della famiglia 787, super efficiente e amata dai passeggeri. Sia il 787-8 che il -9 portano sul mercato gli aspetti economici dei grandi jet, con il 20% in meno di consumo di carburante e il 20% in meno di emissioni rispetto agli aerei che sostituiscono. Più lungo di 6 metri rispetto al 787-8, il 787-9 amplia la capacità e il range della famiglia, trasportando un numero maggiore di passeggeri e un maggior carico di merci.

Posti a sedere: 359 passeggeri (configurazione Neos)

Range: 7.635 miglia nautiche (14.140 km)

Configurazione: A corridoio doppio

Cross Section: 574 cm

Apertura alare: 60 m

Lunghezza: 63 m

Altezza: 17 m

Velocità di crociera: 0,85 Mach

Peso massimo al decollo: 254.000 kg

Volume cargo totale: 153 m3

Tappe fondamentali del programma:

Primo volo 17 sett. 2013

Prima consegna 30 giugno 2014

Dicembre 2017

BACKGROUNDER

La famiglia Boeing 787 Dreamliner fornisce nuove soluzioni alle compagnie aeree e ai passeggeri

La famiglia del Boeing 787 Dreamliner è una famiglia totalmente nuova e super efficiente di aerei commerciali che porta sul mercato range e velocità da grandi jet. In risposta alle forti preferenze delle compagnie aeree, Boeing ha progettato la famiglia 787 con efficienza superiore, consentendo alle compagnie di aprire produttivamente nuove rotte che facciano volare i passeggeri direttamente verso le loro destinazioni con un comfort straordinario. Dall’entrata in servizio nel 2011, la famiglia 787 vola su oltre 500 rotte e ha reso possibile l’apertura di oltre 150 nuove rotte no-stop in tutto il mondo.

Un team internazionale di compagnie aerospaziali leader costruisce la famiglia 787, guidata da Boeing nei suoi stabilimenti a Everett, Washington (vicino a Seattle) e a North Charleston, in South Carolina.

Prestazioni senza pari

Il 787-9, versione allungata del 787-8, trasporta nella configurazione Neos 359 passeggeri fino a 14.140 km con un carico maggiore.

La famiglia 787 assicura un risparmio di carburante senza precedenti, rendendoli competitivi in questo ambiente altamente sfidante. Con il 20-25% di minore consumo di carburante e il 20-25% di minori emissioni rispetto agli aerei che sostituisce, la famiglia del 787 ha risparmiato oltre 14 miliardi di tonnellate di carburante dall’entrata in servizio nel 2011 (risparmi previsti versus aerei sostituiti). Il 787 inoltre vola ad una velocità simile agli aerei più veloci attualmente, 0,85 Mach. Le compagnie aeree ottengono anche una maggiore revenue capacity nel cargo – dal 20 al 45% di vantaggio rispetto agli aerei sostituiti.

I passeggeri possono trovare notevoli migliorie a bordo del 787 come, ad esempio, i finestrini più grandi su ogni aereo; aria più pulita, maggiore umidità e una maggiore pressione della cabina per un maggiore comfort; cappelliere più grandi con spazio sufficiente per il bagaglio di ogni passeggero; illuminazione a LED rilassante e una tecnologia che percepisce e contrasta le turbolenze per un viaggio più tranquillo.

Tecnologia avanzata

La chiave di queste incredibili prestazioni della famiglia 787 è una serie di nuove tecnologie e il suo design rivoluzionario. I materiali compositi costituiscono fino al 50% della struttura principale del 787, comprese la fusoliera e le ali.

Al centro del design del 787 c’è un’architettura moderna, più semplice, più funzionale e più efficiente rispetto agli altri aerei. Per esempio, i sistemi di monitoraggio a bordo consentono all’aereo di auto-monitorare e riferire i requisiti dei sistemi di manutenzione ai computer di terra.

I progressi nella tecnologia dei motori sono il maggiore contributo alle migliorie relative al risparmio di carburante nel Dreamliner. Il 787 è dotato di nuovi motori di General Electric e Rolls-Royce, che rappresentano un salto di quasi due generazioni nella tecnologia.

Il design e il processo di costruzione della famiglia 787 hanno aggiunto ulteriori incrementi di efficienza. Boeing e i suoi partner fornitori hanno sviluppato nuove tecnologie e processi appunto per incrementare l’efficienza dell’aereo. Per esempio, la realizzazione della fusoliera del 787-8 in sezioni one-piece, invece che pannelli, ha eliminato 1.500 strati di alluminio e 40.000-50.000 cerniere per sezione.

Continui progressi Boeing ha lanciato il programma 787 ad aprile 2004 con un ordine record da parte di All Nippon Airways. Oltre 70 clienti da sei continenti del mondo hanno ordinato più di 1.200 velivoli, per un valore di più di 290 miliardi di dollari, rendendo il 787 l’aereo a corridoio doppio venduto più velocemente nella storia di Boeing.

Più di 50 fra i partner fornitori più competenti al mondo portano innovazione ed esperienza al programma 787. Questi fornitori sono stati coinvolti fin dall’inizio nella fase iniziale del design del programma e sono connessi virtualmente in 135 siti in tutto il mondo. Boeing ha iniziato l’assemblaggio finale del 787 a Everett a maggio del 2007 e a North Charleston a luglio 2011.

Il primo volo del 787-8 si è svolto il 15 dicembre del 2009, seguito dalla certificazione ad agosto del 2011 e dalla prima consegna al cliente di lancio ANA il 25 settembre del 2011. Il 787-9 ha effettuato il suo primo volo il 17 settembre 2013, avviando una serie completa di test program che hanno portato alla certificazione e alla prima consegna al cliente di lancio Air New Zealand a giugno 2014.

Oggi, l’evoluzione continua con il terzo e più lungo membro della famiglia, il 787-10, che ha compiuto il suo primo volo a marzo 2017. La prima consegna del 787-10 è prevista nella prima metà del 2018.

Dicembre 2017

DOCUMENTO LEONARDO SU COLLABORAZINE CON BOEING

Leonardo: la collaborazione con Boeing per il programma 787 Dreamliner

L’industria italiana ha un ruolo significativo nella realizzazione del Boeing 787 Dreamliner, producendo lo stabilizzatore orizzontale e la sezione centrale e la centro-posteriore della fusoliera, cioè il 14% dell’intera struttura. Leonardo attraverso la Divisione Aerostrutture realizza le componenti del velivolo con impianti, macchinari e con processi produttivi di nuova concezione. Per il piano di coda, che viene prodotto in materiali compositi in un pezzo unico, viene adottato una specifica soluzione industriale ed avanzate tecnologie di cui Leonardo detiene il brevetto.

Lo stabilimento Leonardo di Monteiasi-Grottaglie (Taranto) è dedicato interamente al programma Boeing 787 Dreamliner e impiega circa 1.000 addetti. Nello stabilimento si realizzano due grandi sezioni centrali della fusoliera. Con un processo produttivo innovativo – in gran parte automatizzato – che sfrutta brevetti esclusivi ed equipaggiamenti unici al mondo, per la prima volta è impiegata la tecnologia one piece barrel che utilizza i materiali compositi per tutta la struttura primaria di un aereo commerciale.

Il complesso industriale di Monteiasi-Grottaglie è stato progettato per affrontare due rigorose sfide produttive. Ampi spazi, in grado di ospitare un unico fabbricato e la necessità che l’intero insediamento industriale confini con un’area aeroportuale dotata di servizi e infrastrutture adeguati all’operatività di aerei di grandi dimensioni come il Dreamlifter, la versione cargo del B747 appositamente sviluppata per il trasporto dei componenti del 787 Dreamliner a Charleston (South Carolina – USA). L’impianto industriale è composto da 3 navate (circa 65.000 metri quadri, corrispondente a circa 15 campi di calcio), e prevede al suo interno una moderna clean room di circa 175.000 metri cubi.

Lo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie Leonardo produce due grandi sezioni di fusoliera (44 e 46) per la versione standard (787-8) e per le versioni allungate (787-9 e 787-10) del Dreamliner. La sezione n.44 (8,5 metri di lunghezza) è identica per tutte e tre le versioni, mentre la sezione n.46 varia da 10 a 13 metri di lunghezza, richiedendo differenti processi produttivi e significativi adeguamenti della capacità tecnologia.

Ad oggi sono state consegnate alla Boeing 692 coppie di sezioni di fusoliera (la 44 e la 46).

Sempre in Puglia, nel sito produttivo Leonardo di Foggia, viene realizzato, interamente in materiale composito, lo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 Dreamliner per cui viene adottata uno specifica soluzione industriale ed avanzate tecnologie di cui Leonardo detiene il brevetto.

Il Boeing 787 Dreamliner rappresenta attualmente il programma più avanzato nel campo dell’aviazione civile e costituirà la soluzione di riferimento del lungo raggio per lo sviluppo delle compagnie aeree nei prossimi decenni. Ad oggi vanta più di 1.200 ordini ricevuti da 69 clienti in tutto il mondo.

Grazie alle ottime performance industriali la Divisone Aerostrutture di Leonardo ha raggiunto con successo le prestazioni necessarie alla crescita dei ratei produttivi richiesti dal programma, attestatisi al livello di 12 unità al mese.

Qualche dato sull’organico del sito produttivo di Monteiasi-Grottaglie

Totale organico: circa 1.100 addetti

Eta’ media: 33 anni

Percentuale donne su organico totale operante: 12,3%

Scolarita’: 65% diplomati / 26% laureati

Alcuni dati rilevanti relativi al sito produttivo

 Totale metri quadri: 65,000 (Equivalente a 15 campi di calcio)

Volume della Clean Room: 175,000 m³ – Paragonabile alla cubatura di un albergo di 3000 stanze su otto piani

Altezza: al gancio 14,70m / Dell’edificio 24m

100 Km di cavi

40 Km di tubazioni

100,000 mq di pannelli per coperture e tamponamenti

50,000 m³ di calcestruzzo

20,000 tonnellate di acciaio

1.100 ulivi espiantati, di cui circa 100 ripiantati nello stabilimento. I restanti sono stati ripiantati nel territorio circostante lo stabilimento, e nelle province di Taranto, Brindisi (vicino aeroporto) e Foggia.

Le tappe principali della partecipazione Leonardo al programma 787

 Giugno 2003 – Boeing annuncia di voler realizzare un nuovo velivolo denominato 7E7 che nel 2005 prenderà il nome di 787 Dreamliner.

Aprile 2004 – Boeing lancia il programma 787 Dreamliner annunciando un ordine per 50 velivoli ricevuto dalla compagnia giapponese ANA (All Nippon Airwais).

Settembre 2005 – Finmeccanica (oggi Leonardo) e Boeing firmano il contratto di collaborazione relativo al programma 787 Dreamliner.

Febbraio 2005 – Accordo di programma con gli Enti Locali per la realizzazione dello stabilimento produttivo di Monteiasi-Grottaglie.

Aprile 2005 – Inizio dei lavori per la realizzazione dello stabilimento di Monteiasi-Grottaglie.

Aprile 2006 – Start-up attività produttive dello stabilimento di Monteiasi-Grottaglie.

Maggio 2007 – Inaugurazione ufficiale dello stabilimento di Monteiasi-Grottaglie.

Marzo 2007 – Prima consegna delle sezioni di fusoliera del 787 Dreamliner.

Marzo 2007 – Atterra a Grottaglie per la prima volta il Boeing 747 “Dreamlifter”, l’aereo cargo speciale realizzato dalla Boeing per trasportare ali e fusoliere del Boeing 787 presso le linee di assemblaggio finale negli USA.

Aprile 2007 – Consegnato il primo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 Dreamliner realizzato presso lo stabilimento Alenia di Foggia.

Luglio 2007 – Roll-Out a Seattle, USA, del primo Boeing 787 Dreamliner.

Marzo 2008 – Completati con successo a Pomigliano D’Arco i test a “carico ultimo” sullo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 Dreamliner.

Luglio 2008 – Esito positivo per il test “a rottura” sullo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 Dreamliner.

Dicembre 2009 – Primo volo per il Boeing 787 Dreamliner.

Agosto 2011 – Certificazione FAA ed EASA per il Boeing 787 Dreamliner.

Settembre 2011 – Primo Boeing 787 Dreamliner consegnato al cliente di lancio ANA.

Maggio 2012 – Il Boeing 787 Dreamliner atterra per prima volta in Italia, a Monteiasi-Grottaglie.

Settembre 2012 – Raggiunto a Grottaglie l’importante traguardo della consegna a Boeing della 100^ sezione di fusoliera del 787 Dreamliner.

Febbraio 2013 – Parte dallo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie, alla volta di Charleston (USA), la prima sezione di fusoliera del Boeing 787-9, versione allungata del modello base, 787-8.

Febbraio 2017 – Roll-Out a Seattle (USA) del primo Boeing 787-10 Dreamliner.

 Maggio 2017 – Partono dallo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie, alla volta di Charleston (USA), le sezioni di fusoliera del 600° Boeing 787 Dreamliner.

Norwegian apre mxp-lax dalla summer 2018

Nuovo collegamento intercontinentale verso gli USA da MXP, ad operarlo vers Los Angeles con frequenza quadrisettimanale sarà la compagnia scandinava Norwegian, i biglitti sono già in vendita e l’operativo secondo airlineroute.com sarà il seguente:

Milan Malpensa – Los Angeles eff 16JUN18 4 weekly 787-9
DY7749 MXP0850 – 1205LAX 789 26
DY7749 MXP1325 – 1640LAX 789 3
DY7749 MXP1755 – 2110LAX 789 4

DY7748 LAX1405 – 1020+1MXP 789 2
DY7748 LAX1840 – 1455+1MXP 789 3
DY7748 LAX2000 – 1615+1MXP 789 7
DY7748 LAX2310 – 1925+1MXP 789 4

W.M.

 

 

Meridana annuncia 7 nuove rotte da malpensa a partire dal 1 giugno 2018

Giornata di annunci oggi per MXP , infatti dopo la notizia del volo per Los Angeles -LAX operato da Norwegian anche Meridaina, forte del nuovo asset societario derivante dall’ entrata nella compagine societaria  di Qatar Airways per il 49%, annuncia 7 nuove rotte a partire dal 1 giugno 2018.

LE NUOVE ROTTE

Le nuove rotte prevedono 2 nuove tratte verso gli USA, con oartenza 1 giugno, la omnipresente New York  operata daily e Miami , quest ultima operata 4x week con il seguente operativo

Mxp 13:00 Miami 17:45
Miami 19:45 Mxp 11:10(+1)

e cinque rotte nazionali a frequenza plurigiornaliera con orari che sono appostitamente studiati per offrire connessioni in meno di due  ore con tutto il network internazionale della compagnia operante da Malpensa

Roma FCO  3xd, Napoli e Palermo 2xd con partenza 1 maggio 2018, Catania 2xd dal 1 luglio e Lamezia Terme 2xd dal 1 settembre

confermate  Olbia daily dal 1 giugno  e i collegamentii di lungo raggio verso  L’Avana 3xw, Shenzen 2xw, Mombasa 1xw,  Zanzibar 1xw, Moska DME daily, Il Cairo e Dakar 4xw, Lagos e Accra 2xw

 

IL RINNOVO DELLA FLOTTA

I voli per NY e MIA saranno operati con A330-200 quelli di corto e medio raggio con  737 MAX 8  per quest’ultimo aeromobile che presenta soluzioni innovativeMeridiana sarà la prima compagnia italiana ad averlo in flotta. Inoltre i passeggeri potranno godere a bordo di tutti i velivoli del nuovo servizio di bordo concepito per ottimizzare il rapporto qualità prezzo. La cabina sarà dotata di nuovi sedili allargati con soluzioni tecnologiche all’avanguardia  e di una nuova offerta wifi, maggiori dettagli saranno rivelati alla presentazione del piano industriale che avverrà nel mese di gennaio 2018

 

W.M.

 

20mln di pax a MXP

Oggi a Malpensa non era il Black Friday ma il Gold Friday, infatti dopo un decennio dal dehub di Alitalia, lo scalo Milanese ha finalmente raggiunto le due decine di Milioni di passeggeri, certo ancora lontani dai 23,7Mln del anno record 2007  ma comunque un ottimo risultato, che permette a SEA di ipotizzare una chiusura annuale intorno ai 22Mln di pax.  Grandi festeggiamenti per il 20milionesimo Viaggiatore  il sig. Filippo Pavesi  accolto a suon di musica dalla banda e dai dirigenti SEA

 

W.M.

Plutone e Caronte; Fiumicino e Malpensa…

Editoriale di  I-SIBI.

Oggi parleremo di Emirates e del suo volo per New York operato con l’A380-800.

Un volo che ha fatto storia, essendo il primo (e sinora unico) operato in “Quinta Libertà” verso gli USA.

Un volo che ha portato sulla rotta transatlantica un livello di confort ed eccellenza difficilmente raggiungibile dai carriers americani; ma che ha anche creato una situazione paradossale.

L’arrivo dell’A380-800 sulla rotta per New York ha abbassato gli “yelds” per tutti gli operatori operanti da Milano verso gli States; i prezzi dei biglietti, e quindi i profitti, si sono abbassati. L’enorme offerta di posti a basso costo sulla rotta per New York e la sparizione di Alitalia dal Lungo Raggio di Malpensa; hanno di fatto ucciso l’espansione delle destinazioni raggiungibili direttamente da Milano nell’Emisfero Occidentale…

Quindi, i carriers americani, preferiscono aprire voli verso mercati meno pregiati (turistici), dove però gli “yelds” si sono conservati: significativo è l’annuncio dell’apertura, nel 2018, del volo Chicago-Venezia di American Airlines. Anche United, ha già pubblicato i nuovi voli per il 2018, e verso Milano non c’è nulla.

Con un vettore nazionale assente, anzi ostile, il quadro è sconfortante; soprattutto qualora Lufthansa acquisisse Alitalia diventando di fatto la padrona a Linate; i tedeschi li sanno far volare gli aerei a differenza dei romani… il risultato, probabilmente, sarebbe un Hub di FCO più modesto ma molto più efficiente… qualcosa di simile a Zurigo per capirci…

Con la crisi di Ryanair all’orizzonte, ed una conseguente rimodulazione della sua crescita, il quadro futuro per Malpensa appare cupo; già a partire dal 2018.

Dopo anni di crescita costante, alimentata dal grosso bacino d’utenza, dall’efficienza, dagli alti “yelds” e (diciamocelo) dall’agonia di Alitalia… il trend potrebbe invertirsi.

Nonostante il numero di passeggeri continui a crescere, non ci sono annunci di nuovi voli.

A Oriente i voli ci sono, sono diretti, riempiono… ma per quanto potrà durare? Volare per Hong Kong via Zurigo con l’eccellente Swiss, in certi giorni costa la metà del volo diretto di Cathay Pacific, ed il percorso (cambio incluso) si allunga di meno di tre ore…

A Occidente, Emirates ha fatto il vuoto, e solo la MIA di AA regge; grazie all’enorme bacino di traffico fra la Lombardia e il Sud della Florida. Altri voli all’orizzonte non se ne vedono e le americane preferiscono aprire su Roma e Venezia, dove la concorrenza di Alitalia è debole.

Sinora Malpensa ha goduto della crisi e dell’inefficienza di Alitalia e di Fiumicino; è riuscita a superare il de-hubbing offrendo efficienza e alti yelds…

Ma Emirates e l’avventata svolta verso il “Low Cost” hanno incrinato questo meccanismo; in questo momento aprire uno stagionale da Dallas o Chicago verso Roma o Venezia rende di più che aprirlo su Milano… su Malpensa ci sono due concorrenti forti che si chiamano Emirates e Ryanair che sono in grado di praticare “dumping” in maniera sistematica abbassando le tariffe.

Nel 2018, Ryanair inizierà a risentire della sua crisi e quindi porterà meno passeggeri di quelli preventivati a Malpensa… la “bolla” del “Low Cost dei Gratta e Vinci” ormai è esplosa…

Lo scalo continuerà a crescere, ma meno di ora…

Sul lungo raggio la situazione rimarrà sostanzialmente statica; forse rientrerà Gulf Air, ma poco altro… Emirates non crescerà, dato che il governo non concederà nuove V…

Quello che potrebbe succedere è che i vettori Orientali si vedano gli Yelds erosi dai vari Hubs europei e rimodulino (verso il basso) alcune frequenze…

In ogni caso, nulla di buono…

Meridiana? Sembra la storia dell’ “Eterno ritorno dei Toto”; non credo che un vettore italiano che non sia Alitalia possa avere la forza di fare qualcosa di buono, anche se ha alle spalle QR…

QR che potrebbe già operare (In Quinta Libertà) un volo Pax verso Chicago, ma si guarda bene dal farlo… Emirates è troppo forte, anche alla luce dei recenti avvenimenti politici nel Golfo coinvolgenti il Qatar… Non mi meraviglierei se finisse come con Ethiad che sta’ abbandonando tutti i suoi investimenti europei (Air Berlin chiude, Alitalia è sull’orlo del baratro)…

Ma c’è una possibilità quasi masochistica che questo gigantesco stallo si risolva… Lufthansa potrebbe comprare Alitalia rendendo Linate e Fiumicino efficienti…

Questo trasformerebbe il City airport in un gigantesco “aspiratore teutonico”, un po’ sulla falsa riga di quello che fece Airfrance ai tempi di “Alifrance”; portando ad  un’ottimizzazione/riduzione di Alitalia su Roma… il vettore tricolore, per tornare al profitto, diventerebbe ancora più piccolo e molto efficiente… i tedeschi gli aerei li sanno far volare, e le compagnie le sanno risanare…

Un incubo mi direte voi…

Non è detto; un’Alitalia efficiente, renderebbe Fiumicino molto meno appetibile per quei vettori che adesso non osano aprire voli su Malpensa… in particolare i Nordamericani…

Se SEA (come ha sempre fatto sinora), saprà cogliere l’occasione, Malpensa potrebbe intercettare tutto quel traffico IC che fuggirà dalla Capitale…

Magari, Lufthansa, che ha sempre avuto ambizioni su Mailand, non sarà avvezza a dividere gli IC di Alitalia fra Roma e Milano…

Stante il quadro attuale, temo proprio che il futuro di Malpensa passi per una rinascita di Alitalia a Fiumicino…

La via del Low Cost è sempre stata un’illusione, fin dall’inizio…con i “Gratta e Vinci” non si va lontano…

E l’Italia ha due “Hubs Naturali”, non dimentichiamocelo… anzi, come disse Cempella, ne ha 1 e Mezzo… ma questa è un’altra storia, che è inutile rivangare…

Intanto godetevi la superba Business dell’A380 di Emirates (nella prima parte del filmato)… voto 9.5…