Category Archives: MIlano Linate

Il piamo per portare Malpensa a 25 Milioni di Passeggeri in 5 anni

Importante restyling in vista per Linate. Il city airport di Milano sarà rinnovato con un lavoro in due fasi e 550 mln di euro di investimenti. E’ dal 1993 che mancano importanti interventi allo scalo, come ha sottolineato il presidente di Sea Pietro Modiano, riporta l’edizione milanese di Repubblica. I lavori comporteranno anche una chiusura temporanea di Linate, si parla di due mesi, nel 2018 o nel 2019: i voli saranno trasferiti a Malpensa. La prima parte dei lavori, con un investimento di 156 mln di euro, riguarderanno il rifacimento della facciata e la ristrutturazione delle sale degli arrivi e delle partenze. Restyling in vista anche per la pista.

Ma la parte forse più corposa, prevista dal masterplan 2030 e in attesa di approvazione da parte del ministero dell’Ambiente, sarà la seconda. Si punta ad aprire un varco, spiega ancora la testata, tra l’arrivo della nuova linea 4 della metropolitana milanese e l’Idroscalo. In aeroporto potrebbero arrivare nuovi finger che comporterebbero anche il lieve spostamento dell’hangar Emporio Armani.

Novità in vista anche per Malpensa: nel suo piano industriale al 2012 Sea prevede il rifacimento del terminal 2, interventi per valorizzare l’offerta per i turisti stranieri, con l’obiettivo di portare i passeggeri dai 18,4 milioni del 2015 ai 24,6 milioni del 2021.

http://www.guidaviaggi.it/notizie/183875/restyling-in-vista-per-linate#sthash.u9tM6EF9.dpuf

Aeroporti:Nencini, previsti 500mln in master plan Linate

Aeroporti: Nencini, previsti 500 mln in master plan Linate
Roma, 25 gen. (AdnKronos) – Le opere previste dal master plan dell’aeroporto di Milano Linate per la riorganizzazione e sviluppo delle aree destinate all’attività dell’aviazione, riqualifica dell’aerostazione, recupero di aree funzionali, prevedono, per la loro realizzazione, un importo complessivo di circa 500milioni nell’arco temporale del 2030. Il master plan, messo a punto da Enac, conferma gli attuali livelli di traffico di passeggeri all’orizzonte del 2030, pari a 10,5 milioni.
“Il nostro sistema infrastrutturale aeroportuale – ha commentato il vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Riccardo Nencini – è in crescita e sempre più competitivo. L’aeroporto di Milano Linate si configura come aeroporto di interesse nazionale per il bacino di traffico ‘nord ovest’ ed è classificato quale nodo della ‘comprehensive network’ TEN-T in ambito comunitario”.
“E’ la dimostrazione che abbiamo ‘capitali’ in grado di competere in Europa, a beneficio soprattutto degli spostamenti dei passeggeri e delle merci. Stiamo lavorando – ha concluso Nencini – per creare un sistema più organico e più efficiente dell’aeroportualità favorendo gli investimenti privati e incentivando la collaborazione tra i vari scali”.

http://www.metronews.it/17/01/25/aeroporti-nencini-previsti-500-mln-master-plan-linate.html

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PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE IL NUOVO DECRETO SULLA RIPARTIZIONE DEL TRAFICO FRA MXP E LIN

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 18 novembre 2016 Ripartizione del traffico aereo sul sistema aeroportuale di Milano. (16A08262) (GU Serie Generale n.279 del 29-11-2016)
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

Visto il decreto ministeriale n. 15 del 3 marzo 2000, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2000, concernente la
ripartizione del traffico aereo sul sistema aeroportuale milanese;
Visto il decreto ministeriale 5 gennaio 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2001, recante modificazioni
al decreto ministeriale n. 15 del 3 marzo 2000, concernente la
ripartizione del traffico aereo sul sistema aeroportuale milanese;
Considerato che, in attuazione dei criteri introdotti dal decreto
ministeriale 5 gennaio 2001, la capacita’ dell’aeroporto di Linate e’
stata individuata nel limite di 18 movimenti orari come risultante
dalla direttiva impartita dall’Enac ad Assoclearence con nota prot.
n. 01-420/D.G. del 12 febbraio 2001;
Considerata la necessita’ di assicurare una sempre migliore
fruizione dell’aeroporto di Milano Linate, mantenendone invariata la
capacita’ aeroportuale, anche nell’ottica del pieno dispiegamento
delle potenzialita’ di sviluppo dell’Hub di Milano Malpensa;
Visto il decreto ministeriale n. 395 del 1° ottobre 2014, recante
modificazioni al decreto ministeriale n. 15 del 3 marzo 2000;
Vista la decisione della Commissione europea del 17 dicembre 2015,
adottata a norma dell’art. 19 del regolamento (CE) n. 1008/2008, con
la quale la Commissione europea ha negato l’approvazione delle misure
contenute nel decreto ministeriale n. 395 del 1° ottobre 2014 in
quanto in contrasto con lo stesso art. 19, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 1008/2008, nella parte in cui prevede la
preventiva consultazione delle parti interessate;
Visti gli esiti della consultazione delle parti interessate
effettuata in ottemperanza alla predetta decisione della Commissione
e valutate le relative osservazioni;
Considerato che le misure contenute nel decreto n. 395/2014 hanno
prodotto effetti positivi in ordine alla apertura del mercato senza
determinare alterazioni della concorrenza o discriminazioni tra i
vettori interessati;
Ritenuto pertanto, che tali misure siano adeguate alle finalita’ di
assicurare una sempre migliore fruizione dell’aeroporto di Milano
Linate, nell’ottica del pieno dispiegamento delle potenzialita’ di
sviluppo dell’Hub di Milano Malpensa;
Ritenuto altresi’, necessario procedere all’emanazione di un nuovo
provvedimento in conformita’ alla decisione della Commissione europea
del 17 gennaio 2015 e, in particolare, al paragrafo 28;
Vista la decisione di esecuzione della Commissione del 16 novembre
2016, con la quale sono state approvate le previsioni del presente
decreto;

Decreta:

Art. 1

L’art. 4 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
del 3 marzo 2000 n. 15 e successive modifiche e integrazioni e’
sostituito dal seguente:
«Art. 4. – I vettori comunitari possono operare collegamenti di
linea “point to point”, mediante aeromobili del tipo “narrow body”
(unico corridoio), tra lo scalo di Milano Linate e altri aeroporti
dell`Unione europea, nei limiti della definita capacita’ operativa
dello scalo di Milano Linate.».

Art. 2

L’art. 2 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
del 5 gennaio 2001 e successive modifiche e integrazioni e’
sostituito dal seguente:
«Art. 2. – Al fine di ottimizzare la fruizione dell’aeroporto di
Milano Linate e nel contempo perseguire il pieno dispiegamento delle
potenzialita’ di sviluppo dell’Hub aeroportuale di Milano Malpensa,
l’Ente nazionale per l’aviazione civile e’ incaricato di svolgere la
verifica ed il monitoraggio costante dei dati di traffico
aeroportuale di Milano Linate e Milano Malpensa, dandone successiva
comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per
le valutazioni di competenza e l’adozione delle misure necessarie al
raggiungimento delle predette finalita’.».

Art. 3

II coordinatore degli orari sull’aeroporto di Milano Linate
provvedera’ per la corretta assegnazione delle bande orarie
sull’aeroporto interessato, adempiendo agli obblighi derivanti dalle
proprie funzioni, in adesione alle disposizioni previste nel presente
decreto.

Art. 4

Il presente decreto, che abroga e sostituisce il decreto 1° ottobre
2014, n. 395, entra in vigore dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 18 novembre 2016

 

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-u11-29&atto.codiceRedazionale=16A08262&elenco30giorni=false

LINATE RITORNO AL…….. BERSANI

Dopo la bocciatura del decreto Lupi quali scenari si aprono?

Era stato detto subito; e come era stato detto puntualmente si è avverato, la UE ha rigettato il decreto 395/14 a firma dell’allora Ministro dei Trasporti Lupi sulle nuove norme di accesso all’aeroporto di Linate, in quanto non concordato con le parti interessate (compagnie straniere ndr). La decisione che è stata comunicata il 17 di dicembre al Governo Italiano impone ora di prendere delle decisioni in merito al da farsi.

Infatti caduto il decreto Lupi/permettiadethiaddicomprarealitalia, con cui venivano liberalizzate le rotte europee da Linate (prima concesse solo verso le capitali o gli hub con più di 40mln di pass anno) le alternative sono solo due o riscrivere un nuovo decreto ulteriormente liberale nei confronti dell’accesso all’aeroporto dell’idroscalo, con conseguente permesso ad operare oltre i 18 movimenti ora e verso ulteriori destinazioni anche extra UE come richiederebbero le compagnie straniere, oppure tornare alla regolamentazione precedente ovvero ai decreti Bersani 1 e 2 in vigore ormai da anni e che non necessiterebbero di un ulteriore passaggio sotto la mannaia della UE.

Inutile dire che una riscrittura del decreto da parte dell’attuale Ministro dei Trasporti Delrio probabilmente vorrebbe dire imolare definitivamente  Malpensa, agnello sacrificale, sull’altare  degli interessi privati del gruppo Ethiad/Alitalia che dopo aver gia fatto spostare le rotte della sua controllata Air Berlin a Linate in virtù del decreto Lupi vedrebbe di buon occhio la possibilità di volare dal Forlanini in chiave aspiratoria verso il suo HUB di AbuDabi.  In realtà poter aspirare in maniera maggiore da Linate  è anche il  sogno segreto delle altre compagnie europee che  già hanno in Milano la gallina dalle uova d’oro, visto che a causa dell’inettitudine italiana a giocare di squadra e a fare gli interessi nazionali, ormai aeronauticamnte parlando siamo solo terra di conquista.

Per Malpensa,   visto che di chiudere al traffico civile il Forlanini non se ne parla proprio, la soluzione ideale sarebbe un Decreto su Linate molto limitativo e che  non porti a differenze o privilegi per le varie compagnie ( abbassamento dei movimenti orari, limitazioni al numero di posti max consentiti per aeromobile, e un equa ridistribuzione degli slot), in modo tale da costringere gli operatori a focalizzarsi sull’aeroporto principale della città e non su quello commodoso. Essendo questa soluzione alquanto improbabile allora il male peggiore alla stesura di un nuovo decreto con più liberalità è il ritorno al passato ovvero ai decreti Bersani, che permetterebbero allo scalo maggiore di riacquistare quei 500000 passeggeri circa che sono stati dati in regalo a Linate semplicemente come merce di scambio per concludere l’accordo Ethiad/Alitalia.

Probabilmente da un ritorno al Bersani oltre che Malpensa ne trarrebbe vantaggio anche la stessa Alitalia che in realtà avrebbe bisogno DELLA CHIUSURA DI LINATE E DEL TRASFERIMENTO A MALPENSA  per tornare a guadagnare, ma questo è un discorso che tratteremo approfonditamente in un altro Articolo.

Per ora Augurandoci che le decisioni del Governo una volta tanto siano fatte per favorire il Sistema Italia e non i soliti noti  comunichiamo che alle 13 di domani 11 gennaio 2016 è prevista presso le Commissioni trasporti e partecipate del Comune di Milano, l’audizione del Presidente di SEA S.p.A. Piero Modiano sul PIANO SEA

 

W.M.

For a Greener Milan

di @GreenLinate,

Innanzi tutto ringrazio Malpensa info per questo spazio e invito tutti ad aderire all’iniziativa #cartadimalpensa a cui @GreenLinate ha aderito e che si può seguire su twitter.

Detto questo, cosa è @GreenLinate ?

E’ un gruppo di cittadini che ritiene di avere una risposta ad una cruciale domanda: Come si fa’ ad abbattere la cappa di smog che copre perennemente la metropoli meneghina?

Le misure sinora proposte sono del tutto inadeguate perché è irragionevole pensare ad una significativa riduzione delle emissioni provocate dalla combustione idrocarburi fossili e degli scarichi industriali se non nel lunghissimo periodo.

E allora?

Come si può fare a evitare che la nostra amata Milano diventi come Pechino o Shanghai?

Per ora la nebbia è ancora grigia, cosa faremo quando diventerà gialla e dovremo andare in giro con le mascherine come i cinesi?

China

La risposta che ci siamo dati è: Creare un immenso polmone verde in prossimità del centro urbano.

Questo, non solo migliorerebbe in maniera sensibile la qualità dell’aria, ma migliorerebbe anche la qualità della vita dei cittadini milanesi che potrebbero godere di ampli spazi verdi di cui, attualmente, non dispongono.

A differenza di altre grandi metropoli europee come Londra, Parigi, Berlino o Monaco; Milano manca completamente di un “polmone verde” di significative proporzioni e questo ha contribuito in maniera significativa agli attuali problemi di qualità dell’aria.

Ma dove creare questa area verde, che dovrebbe essere comparabile per dimensioni al Central Park di Manhattan o ad Hyde Park a Londra?

Chiaramente non all’interno dell’agglomerato urbano; abbattere interi quartieri è impensabile e insensato; folle direi.

Quindi bisogna guardare al di fuori di esso.

Ma con la densità dell’Hinterland milanese che circonda la città propriamente detta, estendendosi in tutte le direzioni anche per decine di Km, non è semplice.

Un’area verde troppo periferica non gioverebbe al milione e mezzo di persone che vive all’interno dell’anello delle tangenziali; coloro che sono maggiormente impattati dal problema inquinamento.

Guardando le foto satellitari, l’unica area libera da edifici abbastanza grande da contenere il nostro ipotetico “bosco” è ad EST, appena oltre la Tangenziale; fra la SS Paullese e Viale Forlanini. Delle arterie sempre molto congestionate e enormi produttrici di “polveri sottili”.

Linate

Sto’ parlando, ovviamente, del sedime aeroportuale di Linate; un infrastruttura obsoleta che oltretutto produce molto inquinamento atmosferico ed acustico per i milioni di persone che vivono in un raggio di 10km dallo scalo.

Oltretutto adiacente allo scalo si trova il bacino dell’idroscalo e l’area verde circostante che aggiungono altri 1.6 milioni di metri quadrati ai 3 milioni di metri quadrati del sedime aeroportuale; creando un area di circa 4.6 kmq. Quindi superiore a Hyde Park (2.53kmq) e a Central Park (3.41Kmq).

Chiudere l’aeroporto una follia?

No.

In realtà lo scalo urbano di Milano è inutile dal 1998, anno di inaugurazione di Malpensa 2000; il nuovo aeroporto razionalmente distante dal centro della città; come succede in tutto il mondo.

Difatti una sua forte riduzione e parziale dismissione del Forlanini era prevista dal piano originale di Malpensa 2000.

Sinora non si è avuto il coraggio di mette le mani al dossier Linate per una commistione di incapacità politica, convinzioni sbagliate ed interessi vari; non mi addentrerò nel discorso in cui gli amici di @malpensainfo, @aptlombardi e @RilancioMXP sono sicuramente più competenti.

Quello che invece @GreenLinate si propone è di sensibilizzare sulla possibilità ed opportunità della creazione di un “Polmone Verde” al posto del vecchio aeroporto, ormai obsolero.

Le tecnologie da applicare sono quelle di bonifica e riqualificazione attuate nella Ruhr tedesca; si tratterebbe di una gigantesca opera di riqualificazione urbana, che durerebbe anni creando innumerevoli posti di lavoro e contribuendo, tra l’altro, alla ripresa economica: un “New Deal Lombardo”.

La riserva idrica dell’idroscalo renderebbe il tutto relativamente semplice.

Immaginatevi Milano verso il 2035, con un grande bosco ed un lago artificiale ad oriente; la M4 che porta i cittadini all’oasi, l’aria pulita, il cielo azzurro.

A me è una visione che piace tantissimo. a voi?

@GreenLinate assieme agli amici di #cartadimalpensa ha intrapreso la sua opera di sensibilizzazione, con l’intento di indire una conferenza a Milano, fra tutte la parti interessate; urge discutere del futuro di Linate. Ora più che mai.

Grazie per la cortese attenzione