For a Greener Milan

di @GreenLinate,

Innanzi tutto ringrazio Malpensa info per questo spazio e invito tutti ad aderire all’iniziativa #cartadimalpensa a cui @GreenLinate ha aderito e che si può seguire su twitter.

Detto questo, cosa è @GreenLinate ?

E’ un gruppo di cittadini che ritiene di avere una risposta ad una cruciale domanda: Come si fa’ ad abbattere la cappa di smog che copre perennemente la metropoli meneghina?

Le misure sinora proposte sono del tutto inadeguate perché è irragionevole pensare ad una significativa riduzione delle emissioni provocate dalla combustione idrocarburi fossili e degli scarichi industriali se non nel lunghissimo periodo.

E allora?

Come si può fare a evitare che la nostra amata Milano diventi come Pechino o Shanghai?

Per ora la nebbia è ancora grigia, cosa faremo quando diventerà gialla e dovremo andare in giro con le mascherine come i cinesi?

China

La risposta che ci siamo dati è: Creare un immenso polmone verde in prossimità del centro urbano.

Questo, non solo migliorerebbe in maniera sensibile la qualità dell’aria, ma migliorerebbe anche la qualità della vita dei cittadini milanesi che potrebbero godere di ampli spazi verdi di cui, attualmente, non dispongono.

A differenza di altre grandi metropoli europee come Londra, Parigi, Berlino o Monaco; Milano manca completamente di un “polmone verde” di significative proporzioni e questo ha contribuito in maniera significativa agli attuali problemi di qualità dell’aria.

Ma dove creare questa area verde, che dovrebbe essere comparabile per dimensioni al Central Park di Manhattan o ad Hyde Park a Londra?

Chiaramente non all’interno dell’agglomerato urbano; abbattere interi quartieri è impensabile e insensato; folle direi.

Quindi bisogna guardare al di fuori di esso.

Ma con la densità dell’Hinterland milanese che circonda la città propriamente detta, estendendosi in tutte le direzioni anche per decine di Km, non è semplice.

Un’area verde troppo periferica non gioverebbe al milione e mezzo di persone che vive all’interno dell’anello delle tangenziali; coloro che sono maggiormente impattati dal problema inquinamento.

Guardando le foto satellitari, l’unica area libera da edifici abbastanza grande da contenere il nostro ipotetico “bosco” è ad EST, appena oltre la Tangenziale; fra la SS Paullese e Viale Forlanini. Delle arterie sempre molto congestionate e enormi produttrici di “polveri sottili”.

Linate

Sto’ parlando, ovviamente, del sedime aeroportuale di Linate; un infrastruttura obsoleta che oltretutto produce molto inquinamento atmosferico ed acustico per i milioni di persone che vivono in un raggio di 10km dallo scalo.

Oltretutto adiacente allo scalo si trova il bacino dell’idroscalo e l’area verde circostante che aggiungono altri 1.6 milioni di metri quadrati ai 3 milioni di metri quadrati del sedime aeroportuale; creando un area di circa 4.6 kmq. Quindi superiore a Hyde Park (2.53kmq) e a Central Park (3.41Kmq).

Chiudere l’aeroporto una follia?

No.

In realtà lo scalo urbano di Milano è inutile dal 1998, anno di inaugurazione di Malpensa 2000; il nuovo aeroporto razionalmente distante dal centro della città; come succede in tutto il mondo.

Difatti una sua forte riduzione e parziale dismissione del Forlanini era prevista dal piano originale di Malpensa 2000.

Sinora non si è avuto il coraggio di mette le mani al dossier Linate per una commistione di incapacità politica, convinzioni sbagliate ed interessi vari; non mi addentrerò nel discorso in cui gli amici di @malpensainfo, @aptlombardi e @RilancioMXP sono sicuramente più competenti.

Quello che invece @GreenLinate si propone è di sensibilizzare sulla possibilità ed opportunità della creazione di un “Polmone Verde” al posto del vecchio aeroporto, ormai obsolero.

Le tecnologie da applicare sono quelle di bonifica e riqualificazione attuate nella Ruhr tedesca; si tratterebbe di una gigantesca opera di riqualificazione urbana, che durerebbe anni creando innumerevoli posti di lavoro e contribuendo, tra l’altro, alla ripresa economica: un “New Deal Lombardo”.

La riserva idrica dell’idroscalo renderebbe il tutto relativamente semplice.

Immaginatevi Milano verso il 2035, con un grande bosco ed un lago artificiale ad oriente; la M4 che porta i cittadini all’oasi, l’aria pulita, il cielo azzurro.

A me è una visione che piace tantissimo. a voi?

@GreenLinate assieme agli amici di #cartadimalpensa ha intrapreso la sua opera di sensibilizzazione, con l’intento di indire una conferenza a Milano, fra tutte la parti interessate; urge discutere del futuro di Linate. Ora più che mai.

Grazie per la cortese attenzione

LA PELLE DELL’ORSO

LE CHIMERE VENDUTE PER CERTE CHE HANNO FATTO IL MALE DI MALPENSA

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Estate, mi aggiro per l’Africa alla ricerca di un guida, un qualcuno che mi porti a fare un Safari, voglio sentire il profumo del leone, l’alito della belva sul mio collo, prima di freddarla, immortalarla col mio fedele calibro 300…… (va beh non amo la caccia e ovviamente i 300 sono i mm del teleobiettivo).  Consigliato da un mio amico mi viene presentato quello che sicuramente mi avrebbe portato ad esaudire il mio desiderio, vuole un congruo anticipo ma è persona sicura, fissiamo la data e  a quel punto certo di poter ben figurare con i miei amici comincio a promettere fantasmagoriche foto disponibili su instagram e Facebook già dalla sera del safari….. la data arriva, mi porto al luogo convenuto, ma della sicurissima guida nemmeno l’ombra, e con lui nemmeno l’ombra del leone…. eh si anime il mio sogno era andato in fumo e adesso cosa avrei detto ai miei followers e i miei soldi… il tutto per aver venduto la famosa pelle dell’orso prima di averlo in mano….. cose che capitano, certo  a me e a tanti altri  a chi si fa 20000 km per andare a veder canguri  a Kangaroo Point  e non vederne nemmeno uno e così via….

E quanti orsi  sono stati venduti su Malpensa, quante chimere, quanti progetti dati per certi che poi si sono volatilizzati perché solo frutto della prolifica fantasia di qualcuno o perché non avevano fatto i conti con la politica e le variazioni del mercato.  Diciamocelo chiaramente,  svanita l’occasione Alitalia dal 2008 troppo spesso ci siamo illusi che arrivasse il Cavaliere Bianco o la fata turchina che con un colpo di bacchetta mettesse tutto a posto e così questi anni si sono popolati di  nuovi Hub Carrier prima AIrONE

(fagocitata poi da Alitalia grazie all’intervento si di un Cavaliere che pero’ tutto era tranne che il salvatore di Malpensa, e stiamo ancora aspettando il famoso consiglio dei ministri in aeroporto). A seguire venne l’ora di LHI e il sogno si riaccese per spegnersi due anni dopo quando i tedeschi si accorsero che per l’ennesima volta L’Italia per loro  non può’ essere terra di conquista.

Fu quindi l’ora del salvataggio di Livingston,

la NEW ERA, che nei sogni di molti vedeva riaprirsi il tentativo di AirONE con il ritorno in campo dei TOTO con un grandissimo progetto su MXP (Charter, voli di linea, corto e lungo raggio, una scuola di aviation e training center a MXP con  numerosi simulatori di volo), di cui ora rimane solo la mesta sede a Cardano al Campo chiusa e nuovamente in liquidazione.

Il 2015 è stato l’anno di 24airways o meglio la chimera perfetta una compagnia dai grandi (sulla carta) progetti da basarsi a Malpensa con un servizio di alto livello  e che avrebbe dovuto essere feeder di numerosi altri Carrier in modo da portare a MXP quella massa critica di passeggeri che avrebbe permesso la nascita di un Vero HUB.  era maggio, si parlava di grandi rivelazioni per l’estate e dell’inizio dell’attività ( ma non subito su MXP) per la Winter,  l’estate è passata, la winter cominciata e di 24Air nemmeno l’ombra, anzi anche i più accesi sostenitori sono passati a un silenzio assordante.

Intanto Roma vola e Malpensa langue, si ipotizzano decreti che avrebbero sull’hub un impatto negativissimo  si fanno rafforzare scali inadeguati, dando ovviamente la colpa a Roma, che non è colpevole di niente , se non di aver saputo tutelare i Suoi interessi. Perché i primi colpevoli dello sfacelo siamo noi, I lombardi, che non abbiamo saputo fare quadrato in difesa dell’aeroporto divisi come siamo nei nostri campanilismi e particolarismi, che ci rendono anacronistici, non sembra che viviamo nella parte più sviluppata del paese, nel motore d’Italia, siamo ancora arroccati nei nostri piccoli feudi medievali, per cui ah no Malpensa non è l’aeroporto di Milano è quello di Varese che ci pensino i Varesini allora che noi pensiamo a sviluppare Bergamo, Linate, Montichiari (500 pass in un mese ma vi rendete conto di quanto costa mantenere quella struttura).

Il rilancio di Malpensa dunque non può’ che passare da noi, dalla nostra capacità di unirci tutti insieme per sviluppare un piano e delle richieste coerenti, non lasciarsi prendere da particolarismi o sogni irrealizzabili,  il salvatore non pioverà dal cielo, ma solo con piccoli e decisivi  passi REALI si potrà fare qualcosa. Anche io rinnovo a tutti i forum, le associazioni, le forze politiche, i singoli cittadini, a coloro a cui veramente preme il bene di Malpensa  ad unirsi, incontrarsi , fare fronte comune ed a partecipare alla stesura della #cartadimalpensa.

Insieme cattureremo l’orso ed allora si che potremo venderne la pelle!

P.S.  Avevo appena finito di scrive del male che ci facciamo e sfogliando l’edizione on line di Prealpina trovo questo che riporto:

Malpensa-Orio: no alle nozze

Malpensa-Orio: no alle nozze

Le acque agitate nel centrosinistra milanese sembrano aver intaccato anche la fusione tra Sea(la società che gestisce Malpensa e Linate) con Sacbo (Bergamo). Sembrava cosa fatta la creazione di un unico maxipolo aeroportuale lombardo – il 30 giugno del prossimo anno era la data fissata come termine ultimo per l’approvazione dell’operazione da parte delle assemblee straordinarie delle due società e l’adozione di ogni delibera inerente e conseguente – e invece la trattativa sembra essersi arenata proprio sul tavolo di Palazzo Marino (il Comune di Milano detiene la maggioranza di Sea, a sua volta primo socio della società bergamasca con il 31 per cento delle azioni). È Il Sole 24 Ore rivela che ci sarebbero forti divergenze di vedute tra i soci pubblici che detengono quote in entrambe le società, in particolare per quello che riguarda i rapporti di forza che si andrebbero a creare nella nuova società integrata.

r.ec. 

Da la prealpina on line www.prealpina.it http://www.prealpina.it/pages/malpensa-orio-no-alle-nozze-105524.html

Che dire  continuiamo a farci del male

W.M.

AVVISO PER UTENTI MAC OS X YOSEMITE E EL CAPITAN – UPDATED 30/12/15

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Avvisiamo gli utenti che usano un MAC che a causa di un noto (e non risolto nemmeno con l’ultima patch) baco di OSX 10.10 e 10.11, la navigazione di MI e di tutti i siti che usano PHP potrebbe risultare lentissima.

Il baco colpisce solo alcuni modelli, in special modo i mac book pro retina dal 2013 in poi, e solo le connessioni WIFI, non quelle via cavo.

Si potrebbe pensare ad una lentezza del sito, ma non è così: basta aprirlo con Windows o Linux per rendersene conto.

Solitamente, questo tipo di bachi era associato a Windows; ma nell’era di Tim Cook e Jonathan Ive sembra che l’estetica abbia preso il sopravvento sulla funzionalità; ai tempi di Steve Jobs, certe cose non succedevano.

UPDATE -30/12/15-

Sembrerebbe che l’update di MAC OS X 10.11.3 attualmente in Beta Testing risolva il problema, la sto testando personalmente e sembra effettivamente funzionare; vi terrò aggiornati.

I tempi di rilascio al pubblico non sono ancora conosciuti.

Fiumicino Vola, Malpensa asfissia: quota 40 milioni

Di C.B.

Potremmo intitolare questo editoriale: “c’era una volta un Hub”; parola misteriosa da tutti usata a sproposito.

In Italia tale parola viene usata sempre seguendo la denominazione della FA americana, che la usa per indicare qualunque “Super Aeroporto”; e non in quella originaria (e corretta) che indica un sistema di “Hub&Spoke” in cui l’aeroporto è base di armamento di una compagnia che alimenta i suoi voli di lungo raggio con una fitta rete di “voli sottili” di alimentazione (Spoke). Il famoso “moltiplicatore” si innesca solo nel caso di “Hub&Spoke” che, attraverso la concentrazione di tutti i voli in un “super-scalo” consente una notevole economia di scala e i conseguenti vantaggi economici.

I vantaggi dell’”Hub&Spoke” sono evidentissimi in una realtà come Milano, dove l’esistenza di due scali (Malpensa e Linate) aveva obbligato Alitalia a raddoppiare molti voli con conseguente escalation dei costi. Ed alibi per un de-hub di Malpensa che, come ben sappiamo, affondava le sue radici in interessi spesso sottaciuti.

A Fiumicino l’”Hub&Spoke” puro è impossibile data la struttura dell’aeroporto non sviluppatosi con tale tipo di traffico in mente, oltre ad altri limiti su cui non mi soffermerò in questa sede.
Quindi, quando si parla di “Hub di Fiumicino” si usa l’accezione della Federal Aviation; cioè si parla semplicemente di un “grande aeroporto”.

Il caso del “sedicente HUB” di Venezia è ancora diverso:

con 553.467 pax trasportati nel mese di Novembre 2015 “cuba” il 20% in meno di Milano Orio che ne ha fatti 782.157 e addirittura il 70% in meno di Malpensa che ne ha visti transitare 1.293.594 nello stesso periodo…

Dato che ne Orio ne Malpensa, al momento, sono Hubs… cosa vorrebbe essere Tessera?

Siamo seri… l’unico Hub, anche se nell’accezione della FA, presente in Italia al momento è Fiumicino…
Con 2.829.395 passeggeri trasportati a Novembre 2015 Fiumicino è l’unica struttura aeroportuale italiana degna di fregiarsi del titolo di Hub: viaggia a ritmi doppi rispetto a Malpensa.

Venezia ha dati molto più simili a Ciampino che “cuba” 451.065 pax ed è il “Linate” di Roma… che però, nessun Romano, si sognerebbe di chiamare il “comodissimo e vero aeroporto della Capitale”.

Diciamocelo francamente, i dati di Fiumicino sono impressionanti, soprattutto perché sottintendono un aumento nel settore dove lo scalo romano è storicamente più debole: gli Intercontinentali, soprattutto quelli verso l’Asia; segmento un tempo dominato da Malpensa.
Se poi si pensa che la crescita vertiginosa è stata ottenuta senza una efficiente rete di “fedeers” (voli di alimentazione) e di transiti, tutto ciò appare ancora più grandioso.

Per la prima volta, nel 2015, Fiumicino supererà i 40 milioni di Passeggeri; mentre Malpensa resterà sotto i 20 milioni. Meno della metà.

E per la prima volta dagli anni ’90 il traffico complessivo dei due aeroporti romani ha superato la somma di quello dei tre aeroporti milanesi; facendo del Sistema Aeroportuale Romano il primo della Penisola.

Impressionante!

Ma i dati del Cargo ci raccontano un’altra storia: più del 50% delle merci aviotrasportate italiane passano da Malpensa, mentre la percentuale di cargo a Fiumicino è risibile.
Quindi, da Roma, i voli volano col “belly cargo” vuoto.
E il “belly” costituisce, assieme alle classi Premium, la principale fonte di introiti per le compagnie aeree legacy.
Quindi, se non riempiono il “Cargo Belly”, i voli da Roma riempiranno le classi Premium “a tappo” per compensare… giusto?
A guardare l’operato dei vettori stranieri si direbbe di no; prendiamo il caso di Cathay Pacific, nominata nel 2014 migliore compagna del mondo… su Malpensa ha addirittura la First Class e il volo giornaliero per Hong Kong, su Fiumicino no.
Ma il caso più clamoroso è quello di Ethiad, azionista di Alitalia ed attuale miglior vettore del mondo secondo Skytrax, che da Malpensa offre più voli che da Fiumicino tutti operati con proprio Aeromobile. E che al satellite C dello scalo della brughiera sta’ tentando di aprire una “lounge” faraonica come quella già esistente dei cugini/rivali di Emirates… non certo per i passeggeri di Economy…
E poi c’è Emirates, la sua “super-lounge” e il suo A380 per New York…

Quindi, come dicono i dati macroeconomici, il mercato passeggeri ricco sta’ anche quello al Nord, non a Roma…

La famosa “combinazione Premium Pax+Cargo” vista da Cempella, quella che mantiene l’Hub “pesante” tedesco a Francoforte e non nella Capitale Berlino è ancora presente. A Malpensa.

Vorrà dire che Roma (come dicono tanti senza riflettere) è 4 volte più grande di Milano e produce un numero spropositato di passeggeri… la Pechino d’Occidente?

Vediamo i dati delle conurbazioni di riferimento (non dei comuni, che non fanno testo visto che Roma ha fagocitato tutti quelli limitrofi mentre Milano no)…

Area metropolitana di Milano (Grande Milano)
8.047.125 abitanti

Area metropolitana di Roma
4.339.112 abitanti

Ovviamente, il prospetto, basato su dati del Censis, non si riferisce alle cosiddette “città metropolitane”; che hanno sostituito le province e i comuni da un punto di vista legislativo/amministrativo.
Qui stiamo parlando di tutta l’area che gravita intorno ad una metropoli.
Nel caso di Roma, area metropolitana e città metropolitana coincidono; nel caso di Milano no.
Da qui nasce la confusione dei “benpensanti”.

Anche la vicinanza di Napoli (seconda Area metropolitana d’Italia, praticamente uguale a Roma per popolazione) è ampiamente compensata dalla vicinanza di Torino a Milano…

Quindi anche il bacino d’utenza di Malpensa è molto più grande di quello di Fiumicino. Circa del 30% per essere precisi.
E questo sommando anche Napoli e Torino nel conto… Sennò i numeri salirebbero a +50% a favore di Milano…

Quindi Riassumiamo:

Malpensa HA Cargo, Passeggeri Premium, Bacino d’Utenza più grande, Infrastrutture adatte all’ “Hub&Spoke” (è nata per quello).

Fiumicino NON HA Cargo, ha meno Passeggeri Premium, ha un bacino d’utenza più piccolo, non è adatto all’”Hub & Spoke” a livello infrastrutturale.

E in questo non ho nemmeno tenuto conto della posizione troppo meridionale di Fiumicino rispetto alle grandi direttici del traffico intercontinentale; che transitando da Oriente ad Occidente (e viceversa) passano sopra la Russia, l’Arco Alpino (esattamente dove è Malpensa), la Francia e poi il Nord Atlantico… questo, per i vettori, si traduce in costi, devono portare i Passeggeri a sud per poi riportarli a nord… e il carburante costa…

Risultato?
Fiumicino è l’Hub nazionale…

Alla luce di tutto ciò si capisce quanto il risultato di Fiumicino sia veramente importante, quanto a Roma abbiano lavorato bene per promuovere il loro aeroporto che partiva svantaggiato su tutti i settori.
Complimenti!

E quanto il problema di Milano sia grave…

Quel problema ha un nome, si chiama Aeroporto di LINATE…

Il perché lo scalo cittadino di Milano cubi tutt’ora 732.074 passeggeri al mese (quasi il doppio di Ciampino) pur essendo contingentato; è una delle più incredibili storie di incapacità politico/amministrativa della storia Italiana.
Prima o poi, qualche grossa Università straniera, lo studierà come esempio di come NON AMMINISTRARE UN SISTEMA AEROPORTUALE.

La premessa è che nel 1998 Domenico Cempella, AD di Alitalia, ne aveva chiesto la riduzione drastica per non danneggiare il nuovo Hub di Malpensa su cui la compagnia aveva puntato il suo rilancio.
Erano i tempi dell’alleanza con KLM e di WINGS; i tempi in cui Alitalia, grazie a Malpensa 2000, era riuscita ad uscire dal suo eterno tunnel… lo stesso tunnel in cui è nuovamente impantanata oggi…

Il “Systema Alitalia” prevedeva due Hubs: uno “pesante” con l’Hub&Spoke a Malpensa, ed uno del “Tipo FA” a Fiumicino… Entrambi con i loro voli intercontinentali, ognuno con il suo specifico target di mercato…
Era un modello intelligente che rispecchiava le peculiarità del mercato italiano e che avrebbe consentito ad Alitalia di uscire dal suo “nanismo” e di competere ad armi pari con Lufthansa, British Airways e Air France…

Nessuno si è mai sognato di negare l’importanza di Roma e del suo enorme bacino prevalentemente turistico, il suo diritto ad avere un Hub. Nessuno lo contesta nemmeno ora.
Lo scopo era razionalizzare un sistema che non funzionava, salvando il vettore tricolore ed intercettando quel traffico pregiato che prendeva la via degli Hubs d’oltralpe.

Tanto che, a Roma, lo avevan accettato (siappur a denti stretti).
Alitalia era tecnicamente fallita (come scrisse Cempella) e Malpensa 2000 era l’unica via d’uscita.
Come dimostreranno le vicissitudini del vettore tricolore dopo il de-Hub del 2008, il manager ci aveva visto (tragicamente) giusto…

Cosa è successo di devastante nel decennio in cui l’Hub di Alitalia a Malpensa ha operato? Cosa è successo veramente, oltre la retorica?

Il problema è sempre lo stesso: LINATE… a cui si sono uniti poi ORIO e MONTICHIARI (535?!? passeggeri a Novembre 2015)…

La Lombardia, e la sua politica, non sono stati capaci di fare sistema; di fronte alla miriade di interessi che si opponevano all’HUB (dalle compagnie aeree straniere, ai campanilismi delle singole province lombarde che volevano una fetta della “torta”, ad Albertini che pensava di speculare sulla privatizzazione di due scali invece che uno) non siamo stati capaci di imporre l’ineluttabile necessità di concentrare tutto il traffico a Malpensa sacrificando gli interessi particolari…

C’è stato un momento in cui Roma non era ostile e Alitalia appoggiava Malpensa… un momento che noi lombardi non abbiamo saputo sfruttare…

Passato quel momento il vento è cambiato e gli interessi hanno iniziato a catalizzarsi laddove esisteva un SISTEMA… è iniziato il “ritorno a casa” verso Fiumicino… un processo che è ancora in corso, tanto che si cerca di distruggere Malpensa… quasi a cancellare il ricordo di quella “terra promessa”, di quel sogno, che non si era realizzato…

Roma sa’ difendere i suoi assests, sa’ gestire il Potere; per questo Ciampino non sarà mai una minaccia per Fiumicino.
Per questo Fiumicino cresce e Malpensa muore.

Il sistema è distorto, per questo si parla di “Hub Low Cost a Malpensa” dove c’è il mercato Business e di “Hub nazionale a Fiumicino” dove c’è il mercato turistico…

Ma ricordiamoci che la colpa non è dei romani, è dell’incapacità di noi Lombardi di cogliere l’attimo. I pianeti erano allineati e noi non ce ne siamo accorti.

Malpensa Info è nata 8 anni fa’ sull’onda dello sdegno per il de-Hub Alitalia: abbiamo assistito a 2 tentativi falliti di Re-Hub, al teatrino della politica con le sue “Leggi regionali degli aeroporti” senza potere e le sue chiacchiere retoriche, agli “ubicazionisti di circostanza”, ai Professori che pontificavano, ai “personaggi della rete” in cerca di protagonismo, ai machiavellici piani per creare vettori inesistenti, ai Bresciani che parlavano di Hub Naturale a Montichiari (535?!? passeggeri a Novembre 2015)… un mare di chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere… un mare di idiozie e sproloqui…

E intanto Linate cresceva, cresceva, cresceva… divorando Malpensa per la somma gioia, non di Alitalia, ma dei vettori stranieri che vedevano i Pax premium ed il cargo lombardi prendere la strada dei loro Hubs…

Diciamocelo francamente: se fossi stato un romano, anche io mi sarei approfittato di quegli allocchi dei lombardi… avrei “aspirato” tutto quello quello che potevo e tentato di cancellare tutte le tracce di quello che, dal mio punto di vista, era stato l’errore di Malpensa… non investendoci più un euro, tantomeno il mio futuro…

Lo sdegno per il “de-Hub” è arrivato troppo tardi, quando i buoi erano ormai scappati… e li avevamo fatti scappare noi Lombardi…

E chi scrive queste amare parole è un Lombardo, da immemori generazioni… uno che ha combattuto per Malpensa per un decennio…

Quindi il Punto non è: “Hub a Roma Vs Hub a Milano”… il punto è uscire dall’en passe in cui noi stessi ci siamo messi… a scapito dell’accessibilità intercontinentale del Nord Italia e di svariati punti di PIL.

Qui l’Hub di Roma non è in discussione; è quello di Milano ad esserlo.
Noi Lombardi siamo maturati in questi 10 anni a sufficienza per non lasciarci sfuggire una seconda occasione?

La situazione, tragicamente, è la stessa degli anni ’90… La soluzione pure, quella indicata da Cempella: Chiusura/fortissima riduzione di Linate e matrimonio fra Malpensa ed Alitalia.

Per questo, alla vigila del decreto che potrebbe affossare Malpensa liberalizzano Linate: Chiamiamo a raccolta tutte le forze democratiche e civili che vogliono il bene dell’Italia… fate sentire la vostra voce nel movimento che sta nascendo intorno all’hashtag twitter #cartadimalpensa.

Siamo apartitici, trasversali e democratici; vogliamo l’uscita dell’Italia dal medioevo del trasporto aereo, vogliamo un sistema integrato Roma/Milano, vogliamo i due Hubs immaginati dall’Alitalia degli anni ’90, vogliamo il progresso economico e sociale del Paese…

Fate sentire la vostra voce! è il momento! Prima che sia troppo tardi…

Perché Alitalia e Malpensa sono strette in un “abbraccio mortale”; l’una non può prosperare senza l’altra.

I 5 punti sinora individuati da #cartadimalpensa:

1) Richiesta di tutela legislativa e paritaria dei due Hubs nazionali di Fiumicino e Malpensa
2) Richiesta di muovere l’80% dei voli Alitalia da Linate a Malpensa
3) Richiesta di muovere l’80% dei voli di qualunque altra compagnia aerea da Linate a Malpensa
4) Divieto di qualunque volo intercontinentale da Linate
5) DIvieto assoluto per qualunque compagnia aerea di volare da Linate verso il proprio Hub principale. Solo voli point-to-point secchi.

La “carta” è in divenire, attendiamo il tuo contributo a #cartadimalpensa

Sollecitiamo la collaborazione di tutti i Blogs, forums e Siti, movimenti politici, partiti politici, entità economiche…

Perchè come ha detto il presidente degli Industriali della Provincia di Varese Riccardo Comerio. «Dove vogliamo andare? Noi lo abbiamo ben chiaro: vogliamo partire da Malpensa per andare nel mondo ma, con questi interventi, ingeneriamo solo confusione. Malpensa è lì, è l’aeroporto progettato e realizzato per essere un hub intercontinentale e dobbiamo fare in modo che svolga il ruolo per cui è nato»

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Unisciti a #cartadimalpensa su twitter.

Il Paradosso di Malpensa

di C.B.

Il nostro Paese è malato, molto malato.

Mentre nel resto del mondo si persegue la crescita delle attività produttive e si coltivano le nuove generazioni come la più preziosa delle risorse; in Italia si persegue solo il tornaconto immediato senza minimo respiro epocale.
Respiro Epocale, la coscienza che quello che facciamo oggi impatterà il domani; il futuro della Nazione.

Rileggendo i Malavoglia e “la Roba” del grande Verga ci si rende conto che la realtà italica è immutabile; invischiata in interessi clientelari e visioni paternali che altrove sono state spazzate via dalla rivoluzione industriale.
Dai tempi in cui Garibaldi sbarcava in Calabria pensando di trovarci la “Grande Strada” mostrata sulle mappe borboniche (e rivelatasi poi una mulattiera), nulla è cambiato.
L’immagine di questo nostro sgangherato Paese è sempre quella delle madonne portate in processione, così ben dipinta da Francis Ford Coppola.

La mia mente corre ad un’immagine della mia gioventù a Boston; ad Haymarket, ad un murales all’ingresso di Little Italy: su di esso campeggiava la scritta “Campanilismo a word that means Italy”; quell’opera, oggi sparita da tempo, rivaleggiava con un’altra sulla fiancata del “Ristorante Filippo” che dipingeva Pizza, Pulcinella e Venezia… anche quella è sparita… ma non è sparita l’agenzia su Hanover Street che vendeva e vende tutt’ora i voli Alitalia… perché gli italiani d’America volano Alitalia, che italiani sarebbero sennò? Si fa’ il tifo per gli “Azzurri” e si vola Alitalia…
Un’altra immagine che si è stampata nella mia mente è quella di un bar nell’”Italian Bronx” con tutte le foto degli “azzurri” e delle madonne alle pareti…

Allora, da giovane ingenuo, pensavo queste non fossero le immagini dell’Italia, ma il ricordo che gli emigranti portavano con se’ di un Paese che non c’era più…
Maturando, ho capito che non erano loro l’eccezione, ma io…
Che il Nostro Paese è davvero Madonne, Pizza e Calcio.

Altrimenti come avrebbe fatto un Berlusconi a rimanere al potere per un ventennio, un Grillo a passare da comico a grande speranza della Democrazia, un Renzi ad incantare le masse con la sua favella…
In questo Paese è tutto un teatrino; un teatrino che affonda le sue radici nella fila di “clientes” fuori dalla “Domus” di Marco Emilio Scauro sul Palatino 150 anni prima di Cristo… un teatrino che da allora ha continuato a replicare il suo spettacolo ininterrottamente…
Ma allora gli attori era i padroni del Mondo, il loro teatrino plasmava la civiltà dell’Occidente e dell’Umanità intera… adesso, il Mondo guarda le eterne repliche e ride… come agli spettacoli di Pulcinella…

Questo è un Paese senza fiducia nel futuro, in cui il sogno dei giovani istruiti è quello di andare a lavorare all’estero; una fuga di cervelli aggravata dall’incapacità di tutelare le nostre risorse più preziose.
Mentre l’UK minaccia di uscire dall’EU se non è in grado di porre un freno all’orda di lavoratori dell’ex blocco sovietico che li vuole invadere; noi incentiviamo questa immigrazione a basso costo togliendo agli italiani preziosi posti di lavoro.

Solita miopia italiana, ben esemplificata dal caso Malpensa.

Malpensa è uno dei più clamorosi esempi di totale incapacità di voltare pagina e cambiare marcia.

Il mito narra dell’aeroporto di Varese; inefficiente, mal collegato, inadeguato.

Questo moderno Moloc, informe ed abietto, rappresenterebbe uno dei più grandi sperperi di fondi pubblici e dovrebbe essere trasformato in una gigantesca base Ryanair…

Il mito narra anche di un aeroporto a due passi da Milano, comodo da raggiungere, bellissimo; sacrificato sull’altare del Moloc varesino. Il vero aeroporto di Milano, difeso da una banda di valorosi disposti a “sdraiarsi sulle piste” pur di tenerlo aperto in nome dell’interesse dei milanesi. Che a Malpensa proprio non ci vogliono andare no! no! no!

E poi, c’è quell’altro aeroporto; ad Est di Milano, che rappresenta il “futuro dell’aviazione”; peccato che sia 4km più distante di Lonate Pozzolo (e raggiungibile solo tramite una delle autostrade più congestionate del Pianeta) e nessuno se ne renda conto o si lamenti.
La storia di Orio è una favola, sembra le dichiarazioni dei politici che parlano di “ripresa economica” (mentre la gente trova solo posti da rappresentante “herbalife”)…

Noi italiani siamo bravi a raccontare storie, così bravi che spesso finiamo per crederci.

La tragedia di Malpensa è in scena da 5 lustri; cioè da quando una dissanguata Alitalia cercò di sottrarsi all’immutabile sistema romano e tornare al profitto.
A guidare tale, ardito, tentativo fu Domenico Cempella; che aveva vissuto tutta la vita nel “sistema”, e sapeva che l’unico modo per mettere fine all’obsolescenza del sistema di trasporti italiano era un taglio netto con il passato. Sapeva anche quello che tutti tacciono, anche ai giorni nostri; non è il turismo a creare progresso e ricchezza… ma l’industria e la produzione…

Quindi lo spostamento in quello che è il secondo polo industriale del Continente, il motore economico della nazione; appariva come l’unica via per risollevare le sorti di Alitalia e fornire collegamenti diretti (e quindi opportunità di business e ricchezza) che avrebbero giovato a tutti.

Ma gli interessi con cui il piano dovette scontrarsi fin dall’inizio erano potenti e ben radicati.

Molti adesso fanno finta di non ricordarselo, ma Malpensa 2000 nacque per salvare Alitalia.

Cempella tirò dritto per la sua strada e l’Hub Alitalia (quello vero, non quello “per legge”) partì ad autunno 1998

Il resto è storia: decreti non attuati, lobbies romane e campane, lobbies politiche, miopia della politica lombarda…

Dieci anni dopo l’apertura dell’Hub, Alitalia tornava a Roma e Linate è tutt’ora aperto…

Condizione di base per l’apertura del nuovo scalo era la chiusura del vecchio… o, perlomeno, il suo fortissimo ridimensionamento…

Ma questo non è avvenuto, anzi… si è deciso di portare la Metro a Linate… investendo fondi pubblici…

Tutto questo mentre la politica lombarda partoriva inutili “Leggi regionali sugli aeroporti” e inscenava “sit in” sulla situazione Malpensa…

Nel frattempo Lupi dava il primo colpo al decreto Burlando, quello emesso all’atto dell’Hub Alitalia e mai attuato fino in fondo… quello che doveva limitare Linate…

Il tutto patrocinato dalla nuova Alitalia romana; e dai suoi nuovi padroni prima francesi ed ora emiratini… padroni solo interessati a portare passeggeri italiani ai loro Hubs, non certo a far crescere un Hub in Italia…

Pochi giorni fa’, sotto l’albero, ci siamo trovati la sorpresa di un nuovo decreto che in un futuro prossimo dovrebbe liberalizzare completamente Linate…

Con il duplice effetto di bloccare la crescita di Malpensa… ma anche di far collassare Linate stesso, del tutto inadeguato a reggere volumi di traffico elevati…
A trarne giovamento sarebbe, ovviamente, Fiumicino.

Come i gamberi, puntiamo sempre di più su un’infrastruttura obsoleta ed inadeguata nata ai tempi dei Savoia-Marchetti “sparviero”; dimentichi che miliardi e miliardi sono stati spesi per l’infrastruttura aeroportuale più moderna d’Europa… un’infrastruttura che giace completa e sottosfruttata nella brughiera… un’infrastruttura ben collegata via ferro e strada… un’infrastruttura che quest’anno ha vinto il premio di “Miglior Aeroporto Europeo”… Un’Infrastruttura razionale concepita per essere Hub… Un’Infrastruttura fuori dal centro urbano ed in grado di crescere adeguandosi all’evolversi del traffico aereo…

E di ciò molte colpe vanno al Comune di Milano che, come principale azionista di SEA, era quello che avrebbe potuto dire “tutti a Malpensa”; in barba agli interessi romani…

Anche perché Linate, così vicino al centro urbano, è pericolosissimo (oltre che non espandibile)… un giorno o l’altro ci troveremo un A319 “impastato” a Segrate…
Abbiamo già rischiato, e più crescerà il traffico e più crescerà il rischio… La sua unica pista inurbata chiama il disastro…

A questo punto viene spontaneo chiedersi, “cui prodest?”
Non certo ai Milanesi che, dati alla mano, volano senza problemi sia da Malpensa che da Orio…

Sicuramente agli interessi romani, che facendo leva su Linate sono riusciti a tenersi una farsa di Hub in un’area prettamente turistica…

Altrettanto sicuramente ha giovato a tutti quei lavoratori che fanno la spola fra il sud/isole e Milano. E sono tantissimi…
Sono costoro quelli che vogliono arrivare “comodamente in pullman” a Linate.
E non sono nemmeno legati al territorio, ne lo hanno a cuore; per loro Milano è un “male necessario” o una tappa in un percorso che li porterà all’estero…
Ma costoro sono molto “vocali”, ed essendo cittadini italiani… votano… è per loro che La Russa voleva “sdraiarsi sulle piste” di Linate…

Ed ecco apparire in tutta la sua abbagliante e caotica italianità il paradosso di Malpensa:
-La determinazione di Cempella e degli interessi economici la hanno creata
– Ora Malpensa giace nella Brughiera; sottosfruttata, con il 50% del traffico passeggeri di Fiumicino, a causa interessi di campanile e priva dell’Hub per cui era nata

Purtroppo, il nuovo decreto “ammazzamalpensa” all’orizzonte, è solo l’ultimo atto di una miope “crociata iconoclasta” contro un’infrastruttura di cui il Paese ha un disperato bisogno per poter riprendere a crescere.

dal ’98 ad oggi si sono susseguiti:
-Il “de-Hub” di Alitalia, tornata a morire (3 volte) a Fiumicino con i problemi atavici di sempre
-Il fallito Hub di AirOne, poi fagocitata e infine annientata da Alitalia
-Il fallito Hub di Lufthansa Italia, negato dalla politica italiana.
-Il decreto Lupi
-l’”Hub per legge” a FCO, quando sarebbe il mercato l’unico arbitro

Ormai gli unici vettori che si azzarderebbero a proporsi come Hub Carrier di Malpensa sono fantasiose entità con capitali anglo-cinesi, turchi, angolani, cubani ecc… ecc…

E’ chiaro come Malpensa dia fastidio a certe Lobbies, quella che spaventa è l’incapacità del sistema italia di supportare un’infrastruttura vitale per la sua economia… perché maggiori collegamenti vogliono dire maggiori possibilità di Business, di crescita…
L’area in cui si trova Malpensa è la più popolosa del Paese e produce il 50% del PIL… quindi è giusto che l’Hub stia li…
Una semplice realtà che Cempella aveva capito; ma che gli italiani si ostinano ad ignorare… obnubilati dalla loro ignoranza ed avidità…

Altrettanto chiaro è che l'”Abbraccio Mortale” fra Malpensa e Alitalia potrà risolversi solo con un matrimonio o un decesso di entrambe…

La nuova infrastruttura allo stato dell’arte è pronta, bisognerebbe riempirla… cancellare Linate ed Orio con un tratto di penna…
Come si è fatto in tutti i paesi avanzati: quando il nuovo era pronto, si cancellava il vecchio e lo si trasformava in un parco o in un quartiere commerciale…

In Italia, invece, si ostacola la Pedemontana che porterebbe i pax dall’Est a Malpensa tagliando il nodo di Milano e si porta la Metro a Linate…

Follia allo stato puro…

In questo Paese si punta tutto sul Turismo (che ricicla ricchezza), facendo finta di ignorare le eccellenze industriali del nord (che pure mantengono l’Italia in piedi)… e ci si illude che un viaggiatore biz che non trova un volo per MXP si accontenti di transitare da FCO…
Costui si fermerà a FRA o LHR; con tutto vantaggio dei nostri “partners europei”…

Malpensa ci sta costando svariati punti di PIL, ma non per colpa della sua paventata “inefficienza”… per colpa di Linate e di interessi incapaci di vedere oltre il loro naso…

Soprattutto ora che la rotta Linate-Fiumicino non ha più senso con l’Alta velocità che la ha erosa…

Il “Caso Malpensa” è il paradossale specchio di un Paese che non è capace di crescere…

Se vuoi unirti al movimento civile che si oppone a tutto ciò segui su twitter l’hashtag #cartadimalpensa

e

@malpensainfo

IN UN MONDO IDEALE…..

in un mondo ideale tutti saremmo felici, non ci sarebbero guerre e malattie, e non ci sarebbe l’anacronistico Linate.

Ma non siamo in un mondo ideale, anzi siamo in Italia il che è tutto dire, e Linate anziche essere chiuso, limitato, riconvertito ad una vocazione piu Biz, continua ad essere li come la damoclea spada pronto a colpire il fratello maggiore ad ogni rutto della politica.  Cui prodest linate?  Sicuramente non hai milanesi ne tantomeno ai lombardi,  innanzitutto perchè nella accezione  della Grande Milano la conurbazione si sviluppa tutta sulla fascia nord  verso la Brianza e L’Altomilanese e Malpensa, tanto che è oggi impossibile capire dove finisca una città e ne incominci un altra. In secondo luogo perchè tanto i milanesi quanto i lombardi e tutti gli abitanti del nord Italia, il motore economico/industriale, necessiterebbero di maggiori connessioni dirette con il resto del mondo e questo si può ottenere solo rafforzando e sviluppando il traffico su Malpensa.

E quindi?

Siccome in italia siamo abituati a farci del male e a tirarci delle sacrosante martellate sui gioielli di famiglia  facciamo esattamente l’opposto. Permettiamo ovvero che la struttura inadeguata cresca succhiando passeggeri e rotte al fratello maggiore, impedendo di fatto il raggiungimento di quella massa critica  utile a far attivare a Malpensa ulteriori collegamenti intercontinentali, che Linate non può e non potrà nemmeno in futuro sostenere per i suoi limiti strutturali.  E perche lo permettiamo?  semplicemente perchè oltre a non  poter decidere autonomamente sul bene del nostro territorio,  nessuno, a parte l’ex Ministro Burlando (che fu però prontamente bloccato dagli interessi di varie Lobby, dai pendolari di corto raggio, dagli ubicazionisti),si vuole prendere la responsabilità, di Limitare fortemente Linate.

Che la strada della Chiusura/limitazione sia quella da seguire ce lo insegnano le esperienze del passato in altre realtà anche ben piu grandi di Milano, gli stessi cugini francesi all’Apertura di Rossy  chiusero il più vicino Orly  almeno finche il nuovo Aeroporto principale non avesse raggiunto livelli di traffico tali da autosostenersi.

A questo punto la domanda da porsi è   Milano ha un aeroporto principale?  Si! Questo aeroporto è Linate?  No!  Questo aeroporto è Bergamo? Nemmeno

La politica quindi il cui interesse, sempre nel famoso mondo ideale del titolo, dovrebbe essere fare l’interesse della collettività e non dei singoli o delle lobbies, dovrebbe attivarsi per perseguire lo sviluppo di un imprescindibile asset nazionale come Malpensa e se si vuole a tutti i costi lasciare operativo Linate lo si faccia con regole rigide che tutelino l’aeroporto principale  e  non gli interessi delle compagnie che come dei parassiti vogliono accedere alla pista dell’idroscalo per dirottare pregiato traffico intercontinentale verso i loro Hubs nazionali.

Basterebbe (e lo dico provocatoriamente) una norma per cui  per aprire una rotta da Linate debba esistere ed essere operativa la stessa sullo scalo Principale e che  l’offerta di posti su quella del city airport  non sia superiore alla metà di quanto disponibile sull Aeroporto principale. Questo oltre a permettere ai comodosi e ai pendolari del corto raggio di poter scegliere su quale destinazione arrivare a secondo delle rispettive mete finali, garantirebbe un flusso di feeds per i collegamenti intercontinentali che oggi manca quasi del tutto impedendo di fatto l’apertura di nuove destinazioni intercontinentali che da sola l’area milanese non può supportare.

Per questo è importante supportare Malpensa  e la stesura della #cartadimalpensa  per richiedere che la politica faccia una volta tanto il suo dovere per il bene del paese.

W.M.

..

#cartadimalpensa

hashtag

Vi invitiamo a lanciare i vostri “cinguettii” usando l’hashtag #cartadimalpensa

Bisogna urgentemente far sentire la voce dei sostenitori di Malpensa in un momento in cui, dopo “l’Hub per legge di FCO”, c’è il rischio che Malpensa venga uccisa per decreto liberalizzando completamente Linate.
Leggi qui: http://rilanciomalpensa.blogspot.it/2015/12/decreto-ammazza-malpensa-parte-2.html

Sostieni #cartadimalpensa!
Sostieni lo sviluppo del Paese!
Sostieni il Buon Senso!

Nasce il Movimento civile per Malpensa

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Supporta su twitter l’Ashtag #cartadimalpensa. fa’ sentire la tua voce; gran parte degli interessi che si oppongono a Malpensa non sono Milanesi o Lombardi, nemmeno nord Italiani.

Fa’ sentire la tua voce a supporto di un’infrastruttura vitale per lo sviluppo del motore economico della nazione; chiedi la riduzione dell’Aeroporto di Milano Linate a City Airport sul modello di London City.

Chiedi la liberalizzazione del traffico su Malpensa!

Chiedi ad Alitalia di spostare i suoi voli da Linate a Malpensa!

Mobilitati!

Dati Assoaeroporti: a Novembre MXP cresce più di LIN e BGY; rimane al palo rispetto a FCO

Un segnale dello stato di salute del nostro aeroporto e del piano di crescita portato avanti da SEA ci viene dai dati di Novembre di Assoaeroporti pubblicati ieri:

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Dati di Malpensa relativi a Novembre 2015:

Movimenti: 11.752 variazione +1 %
Passeggeri: 1.293.594 variazione +6,5%
Merci: 46.903 tonnellate variazione +10,5%

Quindi crescono sia Pax che movimenti; significativo è il dato dei movimenti, visto che il numero di passeggeri era in crescita costante dalla scorsa primavera.

I dati complessivi relativi al periodo Gennaio-Novembre 2015 sono i seguenti:

Nazionali: 2.362.074 variazione -12,3%
Internazionali (U.E): 8.734.957 variazione -0,4%
Intercontinentali (Extra U.E): 6.066.612 variazione +2,15%
Totali: 17.290.134 variazione -1,2%
Merci: 469.389 tonnellate variazioni +9,3%

Debolissima la performance del nazionale, in crescita l’intercontinentale; anche grazie all’introduzione di alcuni nuovi voli, parzialmente ammortizzati dalle riduzioni di frequenze su quelli esistenti.

Le figure dei Nazionali, traffico poco pregiato ma utile al feederaggio, dovrebbero risollevarsi nel tempo grazie alle LC. Questo in mancanza di una major basata; un handicap che ha determinato le figure in discesa sul corto/medio raggio.
In sostanza stiamo ancora subendo, ad anni di distanza, il peso dell’abbandono di LHI e AirOne.
Senza dimenticare il de-hubbing di Alitalia che grava ancora come un macigno.

Prevedo che i pax a fine anno rimarranno sotto i 20 milioni, anche considerando il picco delle festività natalizie; quindi dovremmo attestarci su meno della metà del traffico di FCO.
Ovviamente, spero di sbagliarmi.

Confronto dati mese di Novembre:

Milano Malpensa
movimenti: 11.752
Passeggeri: 1.293.594

Roma Fiumicino:
movimenti: 23.150
Passeggeri: 2.829.395

Sempre forte il cargo.

FONTE: http://www.assaeroporti.com/statistiche/

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